sabato 31 maggio 2008

" MUNNEZZA - 3 : in Italy "

...a Siracusa un'area di 60 mila metri quadri adibita a discarica abusiva di rifiuti speciali, realizzata nel rione Mazzarrona, in un'area di interesse archeologico, è stata sequestrata dalla polizia di Stato.
Due ettari di detriti ricoprono anche il sito che ospita i resti delle "Mura Dionigiane", realizzate dal tiranno Dionisio I nel V secolo, per difendere Siracusa dai nemici cartaginesi.
Nella discarica gli agenti hanno trovato lastre in fibra d'amianto frantumate e altri rifiuti provenienti da demolizioni e sbancamenti, oltre a vetro, plastica e imballaggi vari.
I rifiuti compattati e livellati hanno annullato una depressione naturale del terreno di circa 3 metri.

Due discariche abusive di materiali tossici sono state sequestrate a Napoli ed in provincia, a Ercolano.
In un'area di circa 18mila metri quadri nella periferia del capoluogo partenopeo al confine con San Giorgio a Cremano sono state trovate circa 40 tonnellate di rifiuti speciali di vario genere molto dannosi per l'ambiente: rottami ferrosi, pneumatici, monitor per pc, pannelli di amianto eternit e materiale edile di risulta.
Il gestore dell'attività, che non aveva le autorizzazioni di legge, è stato colto in flagranza mentre rubava energia elettrica dall'impianto pubblico di illuminazione stradale.
In un'altra area, nel comune di Ercolano, gli agenti della Guardia di finanza hanno trovato 20 tonnellate di rifiuti speciali di vario genere, fra cui rottami ferrosi, auto in stato di abbandono, pannelli di amianto eternit e materiale edile di risulta.
Anche in questo caso il gestore della discarica, privo delle autorizzazioni, è stato denunciato.

...nel mentre, due carichi di polveri contenenti isotopi radioattivi di Cesio 137 stavano per arrivare in Sardegna. Ma la paura di un camionista, che ha temuto di essere rimasto contaminato, ha fatto scattare l'allarme. Alessandro Frau, 41 anni, sardo di origine ma residente a Oregina, era alla guida di uno dei due mezzi che si sarebbero dovuti imbarcare da Genova per Porto Torres. Il carico era partito da una acciaieria di Brescia e ancora non è certa la sua destinazione, ma molto probabilmente le polveri erano destinate agli stabilimenti di Portovesme.
È stata la stessa azienda bresciana a chiamare Frau per effettuare un controllo sul carico. Il camionista, impaurito, ha però deciso di presentarsi al pronto soccorso dell'ospedale Galliera di Genova.
I controlli hanno accertato che non c'era contaminazione e in serata l'autista è stato dimesso.
Dopo la segnalazione dell'ospedale, i vigili del fuoco hanno attivato la squadra del nucleo Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico, radioattivo) e messo in atto le procedure d'emergenza mentre i carabinieri del Noe di Genova e di Brescia hanno avviato le indagini.
L'allarme è rientrato al termine degli accertamenti e si cerca di capire come sia stato possibile che le scorie radioattive siano fuoriuscite da uno dei container provenienti dallo stabilimento bresciano.
«Non ero sicuro che i controlli sommari fatti in Lombardia - ha detto Frau ai medici del Galliera - fossero sufficienti e quindi, per precauzione, ho deciso di sottopormi a degli accertamenti per verificare se ero rimasto contaminato dagli isotopi radiottivi del Cesio».
È probabile che i due Tir fossero diretti verso le fabbriche sulcitane della Portovesme srl, dove vengono trattati i rifiuti ferrosi. «In Sardegna - ha detto Vincenzo Migaleddu, medico dell'Isde e consulente del Comitato per il referendum antiscorie - non esistono strutture per smaltire rifiuti radioattivi. Penso perciò che il carico bloccato a Genova fosse destinato a Portovesme. Si ripropone il vecchio problema che si è cercato di rimuovere opponendosi al referendum antiscorie di due anni fa».

Intanto, a Santa Maria La Fossa, l’impianto si può realizzare ma con quaranta modifiche al progetto!!!
La commissione per la Valutazione d'impatto ambientale del ministero dell’Ambiente ha autorizzato la costruzione del termovalorizzatore in provincia di Caserta. Il via libera però è subordinato a una lunga lista di prescrizioni: per rendere idoneo il progetto bisogna apportare 40 “aggiustamenti” sia gestionali che strutturali.
L’impianto sarebbe il secondo in Campania dopo quello di Acerra, la cui apertura è slittata da settembre a fine anno, ma prima di vederlo in funzione sarà necessario modificare camini di scarico, ventilatori e filtri, e si dovranno creare sistemi di controllo e di riduzione del rumore.
La Regione Campania dal canto suo dovrà impegnarsi a modificare il piano energetico e della qualità dell’aria «in modo da compensare le emissioni di Nox (gli ossidi di azoto, ndr) e polveri sottili provenienti dall’impianto».
Insomma, per compensare le emissioni di Santa Maria La Fossa la giunta guidata da Bassolino dovrà intervenire riducendo i livelli del riscaldamento negli uffici pubblici e il traffico nelle città.

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L'Italia ha totalizzato tre condanne in altrettante sentenze emesse dalla Corte europea di giustizia del Lussemburgo in materia di rifiuti.
Secondo i giudici europei il nostro paese è venuto meno alla direttiva Ue sui rifiuti per il modo in cui la stessa nozione di rifiuto è stata recepita nella normativa nazionale.
Il decreto italiano, sottolinea la Corte, esclude dalla nozione di rifiuto le sostanze e gli oggetti di cui il detentore abbia l'intenzione o l'obbligo di disfarsi, anche se riutilizzabili o riutilizzati in un ciclo produttivo o di consumo.
A giudizio della Commissione, che ha portato l'Italia davanti alla Corte Ue, non è lecito escludere tassativamente queste sostanze dall'ambito di applicazione della direttiva e la normativa italiana avrebbe un impatto restrittivo per quanto riguarda la nozione di rifiuto e la sua applicabilità.
Ma l'Italia è stata condannata davanti alla Corte anche per non aver fatto rientrare nella nozione di rifiuto gli scarti alimentari provenienti dall'industria del settore. In base alla stessa normativa comunitaria, in una terza sentenza, i giudici europei hanno ritenuto che l'Italia sia venuta meno agli obblighi della direttiva anche per quanto riguarda le terre e le rocce destinate a determinate operazioni di riutilizzo.

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Nella classifica europea dei MONNEZZARI l’Italia non sfigura: una bella medaglia d’argento!!! ...ma attenti a rallegrarci troppo, siamo parecchio staccati dal podio con solo 20milioniditonnellatedimonnezza e subito tallonati dalla Spagna (17mil.) e dalla Francia (13mil.).

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Per il riciclo avevamo preventivato un bel 35% per il 2003 ed un successivo 40% entro il 2007. Invece siamo ad un distinto 24%, mediamente, e punte del 48% (Veneto) e picchi (!?!?) di depressione intorno al 5% (Sicilia, Basilicata e Molise) …che dire???

…in Sicilia vengono raccolti meno di 80 g di rifiuti al giorno per abitante, mentre Puglia e Calabria ne raccolgono appena 110 g, il Lazio meno di 200 g, contro invece i 630 g del Veneto e degli altri virtuosi, tutti oltre il mezzo kg!

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Consoliamoci con L'Europa ed il mondo intero!!! :(((

2 commenti:

Anonimo ha detto...

la monnezza è un brutto argomento, è una brutta storia, è una ferita al cuore....

Anonimo ha detto...

http://www.firmiamo.it/dirittoallostudio
Il link della petizione on-line per il diritto allo studio. Vi ricordo anche del presidio permanente che inizia sabato sera in Piazza Prefettura a Potenza e durerà una settimana. Ci sono anche i presidi di macchia romana (sede associazioni e bar) e del francioso. Lì potete firmare su carta la petizione.
Per chi non è iscritto all'Università della Basilicata, naturalmente chiediamo il supporto con la vostra firma e con uno spam virtuoso (fate girare la petizione)[...]