mercoledì 1 febbraio 2017

" ...ai posteri... "

" Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.

Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.

Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.

Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.

Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.

Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.

Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.

Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto. "

Michele, trentenne friuliano.

giovedì 5 gennaio 2017

" Tu sei speciale... "

...<<
 "Questi sono i miei palloni e le mie scatole", disse a bassa voce.

 "Tu ci giochi, con scatole e palloni?".

Pulcinello scosse la testa.

 "Ti piacciono, scatole e palloni?".

 "Mi piace come mi fanno sentire".

 "E come ti fanno sentire?".

 "Importante", rispose Pulcinello, sempre  bassa voce.

 "Hmmm", fece Eli. "Così anche tu pensi come gli altri Wemmicks. Pensi di essere migliore perché hai più cose, e che per questo sarai più felice".

 "Credo di sì".

 "Vieni qui, Pulcinello. C'è qualcosa che voglio farti vedere".

Pucinello alzò la testa di legno e guardò Eli per la prima volta. Fu felice di scoprire che il cretore degli Wemmicks non era arrabbiato. Pulcinello seguì Eli alla finestra.

 "Guardali", disse Eli.

Pulcinello guardò fuori dalla finestra e vide lo sciame degli Wemmicks che stava ancora scalando la montagna. Inciampando, cascando, facendo a gomitate per arrivare primi.

 "Ti sembrano felici?", chiese Eli.

Pulcinello scosse la testa.

 "Ti sembrano importanti?".

 "Per niente", disse Pulcinello, notando il sindaco e sua moglie.
Il sindaco era finito per terra e lei gli stava camminando sopra. La moglie aveva una scatola sula testa e lui teneva una palla in bocca.

 "Pensi che abbia creato gli Wemmicks perché si comportino in questo modo?", chiese Eli.

 "No".

Pulcinello avvertì una grande mano sulla sua spalla.

 "Sai quanto le tue scatole e i tuoi palloni ti sono costati?".

 "I miei libri e il mio letto. I miei soldi e la mia casa".

 "Mio piccolo amico, ti sono costati molto di più".

Pulcinello stava cercando di ricordare cos'altro avesse venduto, quando Eli continuò:

 "Ti sono costati la felicità. Non sei più stato contento, vero?".

 "No", rispose Pulcinello, dopo un momento.

 "Ti sono costati gli amici. E, più di ogni altra cosa, ti sono costati la fiducia in me. Non hai pensato che ti avrei fatto felice. Pensavi che lo avrebbero fatto le scatole e i palloni".

Pulcinello guardò il mucchio di giocattoli.
All'improvviso non gli sembravano più così preziosi.

 "Ho combinato un bel pasticcio".

 "Fa lo stesso", rispose Eli. "Sei sempre importante".

Pucinello chinò il capo e sorrise.

 "Tu sei speciale, ma non per quello che hai. Sei speciale per ciò che sei. Tu sei mio. Io ti amo. Non dimenticarlo, mio piccolo amico".

 "Non lo farò", Pulcinello sorrise. Poi fece una pausa. "Eli?", chiese.

 "Sì?".

 "Che ne farò, delle scatole e dei palloni?".

 "Forse dovresti regalarli a chi ne ha davvero bisogno".

Pulcinello fece per andarsene, ma si fermò di nuovo.

 "Eli?".

 "Sì?".

 "Non ho un posto per dormire".

Eli sorrise.

 "Perché stanotte non dormi qui?".

 "Lo farò di certo. Sono molto stanco".

E così quella notte Pulcinello dormì su un letto di trucioli.
Dormì bene. Si stava bene, nella casa del creatore.
 >>

domenica 4 dicembre 2016

" Credetemi... "

...avrei voluto evitare di scrivere, mi sarei preso una bella pausa di riflessione dal blog (...e lo faccio spesso, purtroppo, oramai...) onde evitare di lasciarmi smuovere da questa ennesima scossa emozionale... ; ...ma proprio non ci riesco, penso a "...quanto è costata questa Costituzione che ora viene infangata." (don Andrea Gallo)

Certo, provano a cambiare oltre un terzo degli articoli della Costituzione con espedienti antidemocratici.
In un parlamento di incostituzionalmente eletti ratificano di disincentivare la partecipazione popolare, abolire il diritto al voto per il Senato e regalare 95 immunità a dei titolari di doppi incarichi politici.
Evitano di abbattere o ridurre seriamente i costi della politica, semplificare i procedimenti parlamentari e superare il bicameralismo.
Rischiano, infine, di farci incappare in pericolose derive autoritarie, con sempre più potere in mano a pochi.

No, meglio di no!

La Costituzione stabilisce l'assetto ordinario, la norma fondativa, carta dei valori di regole per tutti e diritti d'ognuno; credete la si rispetti abbastanza? Applicarla, altro che cambiarla!

Votare con referendum senza quorum, anche in pochissimi a decidere... :( ...per parte di quella che invece fu approvata , quasi 70 anni or sono, dal 90% dei costituenti...!!!

Illustri "mammasantissima", pure nostrani, si son schierati a sostegno di un imprescindibile cambiamento al quale, incaprettando parole ed immobilizzando concetti come lavoro... futuro... austerity... giovani... scuola... precari..., risulta impossibile allontanarsi.
Beh, provate a chiedervi: di chi leggete, di chi udite, di chi parlate???
Scoprirete che per la maggioranza di lor signori la politica per professione è pane quotidiano, quindi rispondendo al loro grido di cambiamento dovrebbero per primi allontanarsi correndo; per come trattano di lavoro, futuro, austerity, giovani, scuola, precari... :(

Cerchiamo di esserci, ricordiamoci di chi preferiva invitare alla non partecipazione (...referendum trivelle...), portiamo lo sguardo altrove, dentro di noi... diAMOci da fare, partecipiAMO:

" Mi hanno detto che da una pianta secca può nascere un frutto.
E io ci credo.
Mi hanno detto che da una terra arida può nascere un fiore.
E io ci credo.
Mi hanno detto che da una stanza buia senza finestre può filtrare un raggio di sole.
E io ci credo.

Mi hanno detto che il mondo sta morendo per mancanza d'amore.
E io NOn ci credo! "

martedì 8 novembre 2016

" ...INSIEME è POSSIBILE!? "

Seguitemi, con un po' d'impegno potremmo riuscire a far bene anche nell'ambiente più importante per la crescita del nostro futuro, dei nostri figli, delle nostre speranze: la scuola!

(*) Finalmente la possibilità di decidere da chi e come farci rappresentare in Consiglio d'Istituto, qui a Bellizzi: domenica 13 (h.8-12) e lunedì 14 (h.8-13,30) presso l'elementare "Rodari" in piazza Totò.

(**) Ogni anno la scarsa partecipazione dei genitori ha concesso ai soliti noti di entrare a far parte di un organo che collegialmente influenza la vita socioculturale della nostra cittadina.

L'idea che l'Istituto Comprensivo Statale, ben 7 plessi tra infanzia, primaria e media, possa avere una solida rappresentanza anche territoriale (...cosa per me naturale e scontata, anche per semplici ragioni logistiche...) è finalmente condivisa da un bel gruppo di persone che, me compreso, si candida con la lista n.2 "LA SCUOLA CHE VORREI...".

Un occhio attento alla partecipazione diretta di tutti i cittadini direttamente coinvolti nei vari plessi, un'attenzione maniacale per la sicurezza interna ed esterna, il rispetto delle norme che disciplinano lo svolgimento del percorso didattico e la sincera collaborazione tra enti preposti all'educazione scolastica.

Che cosa potremmo desiderare di più?

Scuole aperte il più possibile, anche fino a tarda sera (...esempi da altri sistemi scolastici esteri, proprio in questi giorni anche da noi i primi passi...), più info rispetto ai fondi che singolarmente potremmo destinare alla nostra scuola, maggiore impegno ecologico (...trasporti, verde urbano, riciclo...), nuove tecnologie, musica, libri, arte... e tante altre buone proposte da parte di tutti!!!

NON DIMENTICATE: CONDIVIDETE e PARTECIPATE!!!

N.B.: votano entrambi i genitori, una sola volta anche con più figli ed in plessi diversi.
(*): Non è mai successo che le liste fossero due, ultimamente la lista da eleggere era, addirittura, rappresentativa del governo di paese... :(
(**): La mobilitazione che, in primis dal plesso di Torre Lama a Bivio Pratole, ha smosso un po' gli animi già tre anni or sono, ha dato i suoi frutti (l'interesse sempre più crescente)... ora ci toccherà passare a raccoglierli per poi rifocillarci... ;)



mercoledì 19 ottobre 2016

" IO DICO NO "

L'idea è quella di informare, a modo nostro: confrontandoci, incontrandoci e dibattendo.
Questo voto referendario ci spinge a motivare, fatti alla mano, tutte le ragioni che ci spingono a lottare per il NO!

Proviamo a sentire con la forza di Piero RICCA, la ragione di Ugo GRASSI e l'attivismo dei nostri portavoce nelle istituzioni: Andrea CIOFFI, Sergio PUGLIA, Angelo TOFALO, Vincenzo VIGLIONE e Michele CAMMARANO.

Non mancate, invitate e... Votate!!!
N.B.: ...il giro informativo dell'instancabile giornalista Piero RICCA toccherà anche Agropoli (sabato 22 ore 18), Campagna (domenica 23 ore 10e30), Pontecagnano Faiano (domenica 23 ore 15) e Salerno... con una passeggiata serale sul corso... mi raccomando!!! ;-)