domenica 2 maggio 2010

" ...a grande richiesta: elezioni comunali a Bellizzi, i fatti! "

Alle elezioni del 12 giugno scorso, in quel di Bellizzi, due liste civiche si contendevano l’amministrazione comunale: n.1 “Insieme per la Bellizzi che vogliamo” con Giuseppe SALVIOLI candidato a sindaco, n.2 “Città Possibile” con Domenico VOLPE candidato a sindaco.
Nei mesi che precedettero il voto, nella cittadina, si fronteggiarono due diversi schieramenti, distanti parecchio anche nel modo d’intendere la campagna elettorale. I primi parecchio esposti, roboanti nel farsi notare e zeppi di seguito anche dalle località limitrofe. I secondi molto più dimessi, forti della loro esperienza di quasi tre lustri al governo del comune e fiduciosi in merito al radicamento sul territorio. La prima lista con una forte connotazione di centro-destra, la seconda dichiaratamente di centro-sinistra. Ognuna con le proprie armi, entrambe al voto con una buona dose di convinzione.

Dalle urne un quasi pareggio: vince la prima lista con sole trenta preferenze in più sulla seconda! Trenta voti risicatissimi, rispetto agli oltre 8600 elettori che si sono convintamente espressi, ed oltremodo insufficienti a causa delle troppe anomalie riscontrate, dai verbali, al termine delle operazioni di scrutinio:
- autenticate 1168 schede elettorali nella sezione 1, come da totale elettori iscritti, scrutinate 963, non utilizzate 185… introvabili 20 schede!
- autenticate 1073 schede elettorali nella sezione 2, con un totale di 1027 elettori iscritti, scrutinate 887, non utilizzate 53… persa ogni traccia di ben 133 schede!
- autenticate 1049 schede elettorali nella sezione 3, come da totale elettori iscritti, scrutinate877, non utilizzate 166… 4 schede mancanti!!! Inoltre, dallo stesso verbale di sezione, un elettore ha ricevuto due schede uguali, ha votato su entrambe e le ha inserite insieme nell’urna. Un elettrice, causa omonimia, ha votato senza essere iscritta nella sezione.
- autenticate 1251 schede elettorali nella sezione 4, una in meno rispetto agli elettori iscritti, scrutinate 1080, non utilizzate 169… 2 schede in meno!
- autenticate 1048 schede elettorali nella sezione 5, come da totale elettori iscritti, scrutinate 894, non utilizzate 155… una scheda in più!?
- autenticate 1089 e 1150 schede elettorali nella sezione 8 e 10, malgrado la puntuale precisazione del presidente del seggio rispetto al numero degli iscritti, 992 nella prima e1127 nella seconda!

Tant’è, in questo marasma il ricorso è d’obbligo!

Il T.A.R. della Campania, il 4 marzo 2010, lette anche le argomentazioni della lista n.1 (Insieme per la Bellizzi che vogliamo) tendenti a legittimare “l’infondatezza del ricorso, la natura puramente formale delle denunziate irregolarità, inidonee a giustificare l’annullamento della competizione elettorale, la semplice discrasia tra numero delle schede autenticate, votate e non utilizzate, in carenza di contestazioni mosse dai rappresentati di lista di entrambi gli schieramenti, di manomissioni delle schede elettorali, ovvero di sostituzione delle schede votate, integrerebbe una mera irregolarità non sostanziale, non suscettiva di comportare l’invalidità delle operazioni elettorali.”, provvede ad accogliere il ricorso, ad annullare il verbale di proclamazione degli eletti ed ordina la parziale rinnovazione delle operazioni elettorali nelle sezioni n.1, 2, 3, 4, 5, 8 e 10.

Scatta la festicciola in strada dei sostenitori di “Città Possibile” e, parallelamente, la compagine opposta si mobilità per ricorrere al Consiglio di Stato ed ottenere la sospensione della decisione del T.A.R..
Due le motivazioni: “mero vizio formale, che non può produrre effetti invalidanti del procedimento elettorale, il quale è retto dal principio di strumentalità delle forme”, e “verifica delle operazioni materiali di conteggio delle schede, per accertare la rispondenza ai dati numerici dei verbali”.
Ovviamente, “considerato che la questione è meritevole di adeguata valutazione in sede collegiale; ritenuta la sussistenza dei presupposti di estrema gravità ed urgenza per sospendere fino alla camera di consiglio del 9 aprile 2010 l’esecuzione del dispositivo appellato onde evitare lo scioglimento del consiglio comunale di Bellizzi…” si “accoglie l’istanza cautelare…”.

Il 29 marzo viene depositata la sentenza del T.A.R. e scattano tutte le motivazioni aggiuntive per meglio specificare la posizione degli attuali amministratori.
Il T.A.R. ha ritenuto: “la mancata corrispondenza tra totale delle schede autenticate e somma delle schede votate e di quelle autenticate ma non utilizzate, integra ex se (così com’è!) una causa di nullità delle operazioni elettorali, indipendentemente dalla necessità di fornire almeno un principio di prova delle irregolarità nelle operazioni di voto o di scrutinio; la insufficienza, la discordanza e la contradditorietà dei dati emergenti dalla verbalizzazione, esclude che possa trattarsi di mero errore di calcolo superabile attraverso una verifica istruttoria.”
La controparte ha replicato: “…la semplice discrasia formale tra schede autenticate e schede votate e non utilizzate, peraltro, neanche accertata in sede di riscontro istruttorio del T.A.R., non ha alcuna idoneità inquinante, essendo resistita dal complesso delle ulteriori garanzie del procedimento elettorale che, in difetto di prova contraria, assicurano che non sia stato alterato o manomesso il risultato delle operazioni elettorali e, dunque, svilisce la violazione formale a mera irregolarità.”. Inoltre: “…sulla sussistenza di plausibili errori di calcolo, dovuti alla contestualità di tre distinte consultazioni elettorali, il T.A.R. non poteva sottrarsi all’onere di disporre l’apertura della busta 4C delle sezioni contestate, per accertare l’effettiva consistenza delle schede autenticate e non utilizzate e, quindi, la paventata divergenza.”.

Al 9 aprile, l’esito del ricorso, contro la sentenza del T.A.R., viene nuovamente posticipato all’udienza fissata per il 4 maggio 2010: “Rilevato che medio tempore sono stati depositati motivi aggiunti contro la sentenza integrale nel frattempo emanata dal Tribunale amministrativo regionale; Rilevato altresì che trattasi di materia elettorale, relativamente alla quale è necessario un esame del merito della questione, per cui il Collegio ritiene di fissare all’uopo l’udienza di merito…”.

Tra due giorni… cosa succederà?

Spero che questa spiegazione, alquanto meticolosa, possa essere utile ai più… per un quadro più completo e, per quanto possibile, non di parte, oggettivo!

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