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venerdì 14 luglio 2017

" ...troppo difficile, troppo poco impegno!?! "


"Non dico che dovete credermi.
Dico che dovete sempre cambiare discorso per non affrontare la verità
."

(Pier Paolo Pasolini, Siamo tutti in pericolo)

martedì 8 novembre 2016

" ...INSIEME è POSSIBILE!? "

Seguitemi, con un po' d'impegno potremmo riuscire a far bene anche nell'ambiente più importante per la crescita del nostro futuro, dei nostri figli, delle nostre speranze: la scuola!

(*) Finalmente la possibilità di decidere da chi e come farci rappresentare in Consiglio d'Istituto, qui a Bellizzi: domenica 13 (h.8-12) e lunedì 14 (h.8-13,30) presso l'elementare "Rodari" in piazza Totò.

(**) Ogni anno la scarsa partecipazione dei genitori ha concesso ai soliti noti di entrare a far parte di un organo che collegialmente influenza la vita socioculturale della nostra cittadina.

L'idea che l'Istituto Comprensivo Statale, ben 7 plessi tra infanzia, primaria e media, possa avere una solida rappresentanza anche territoriale (...cosa per me naturale e scontata, anche per semplici ragioni logistiche...) è finalmente condivisa da un bel gruppo di persone che, me compreso, si candida con la lista n.2 "LA SCUOLA CHE VORREI...".

Un occhio attento alla partecipazione diretta di tutti i cittadini direttamente coinvolti nei vari plessi, un'attenzione maniacale per la sicurezza interna ed esterna, il rispetto delle norme che disciplinano lo svolgimento del percorso didattico e la sincera collaborazione tra enti preposti all'educazione scolastica.

Che cosa potremmo desiderare di più?

Scuole aperte il più possibile, anche fino a tarda sera (...esempi da altri sistemi scolastici esteri, proprio in questi giorni anche da noi i primi passi...), più info rispetto ai fondi che singolarmente potremmo destinare alla nostra scuola, maggiore impegno ecologico (...trasporti, verde urbano, riciclo...), nuove tecnologie, musica, libri, arte... e tante altre buone proposte da parte di tutti!!!

NON DIMENTICATE: CONDIVIDETE e PARTECIPATE!!!

N.B.: votano entrambi i genitori, una sola volta anche con più figli ed in plessi diversi.
(*): Non è mai successo che le liste fossero due, ultimamente la lista da eleggere era, addirittura, rappresentativa del governo di paese... :(
(**): La mobilitazione che, in primis dal plesso di Torre Lama a Bivio Pratole, ha smosso un po' gli animi già tre anni or sono, ha dato i suoi frutti (l'interesse sempre più crescente)... ora ci toccherà passare a raccoglierli per poi rifocillarci... ;)



domenica 28 febbraio 2016

" ...ma sempre nel mezzo... "


" Caro Roberto Saviano,
è giunto il momento che tu venga a conoscenza di un po’ di cose e mi dispiace dover constatare ancora una volta che tu non ti accorga di quanto parziale sia la tua visione delle cose. Hai detto che a Napoli non è cambiato nulla, che la situazione è peggiorata. Ebbene, la prima cosa che devi sapere, della quale forse non ti sei accorto, è che il senso di appartenenza alla nostra città e la nostra identità sono così forti oggi, che non siamo più disposti a tollerare che di noi si parli sempre e solo in modo negativo. E che quindi come napoletani siamo migliorati. Ti spiego il perché, e questo mio messaggio molto lungo ti fornirà degli esempi e delle riflessioni in ordine sparso.

Ad esempio, lo sai caro Saviano che alcune piazze di spaccio sono diventate piazze della legalità? No, non credo tu lo sappia. Lo sai che al posto di decine di luoghi abbandonati sono nati centri sociali (che forse un tempo ti erano pure graditi), che abbiamo aperto luoghi di aggregazione per i giovani come quello di Pianura e che dopo decenni riaprono luoghi della cultura e del divertimento? No, secondo me non lo sai. Però sai che solo offrendo alternative ai giovani li si allontana dalla criminalità organizzata, non di certo facendogli credere che non ci sia futuro e peggio ancora inviando l’esercito.

Lo sai tu Saviano che siamo l’unica grande città italiana ad aver conservato l’acqua pubblica impedendo che venisse gestita da soggetti discutibili? Te ne sei accorto che siamo gli unici ad aver rispettato la sovranità popolare con il rispetto del referendum?

No, tu queste cose non le sai, non le racconti. Eppure non ti sembra una cosa di cui andare fieri?

Tu lo sai Roberto Saviano che Napoli è la città capoluogo dove c’è il maggior tasso di trasparenza e buona gestione degli appalti, il che significa averli sottratti alla criminalità organizzata, unitamente al traffico dei rifiuti? Ma te la ricordi la questione inceneritori ai quali abbiamo detto no? No tu proprio non lo sai, dici che la situazione è peggiorata. Eppure qui dopo l’emergenza del 2010 siamo arrivati ad avere la raccolta differenziata porta a porta. Sì, hai capito bene.

Lo sai tu Saviano che abbiamo aperto nuovi asili nido comunali e assunto centinaia di maestri e maestre in un tempo di grande recessione economica? Perché è soprattutto partendo dalla scuola che si contrasta la malavita, questo dovresti saperlo Roberto Saviano, eppure non lo sai.

Ti sei accorto che qui a Napoli il cambiamento lo hanno notato gli organizzatori di grandi eventi nazionali e internazionali come il Pizza Village, America’s Cup, Coppa Davis, Giro d’Italia, Beach Volley, Lungomare di Libri, insieme a diversi milioni di turisti che affollano la città durante tutto l’anno? Solo tu non te ne sei accorto Roberto Saviano? Come fai a dire che la situazione è peggiorata?

Tu che hai sempre parlato delle minoranze e denunciato le discriminazioni, ti sei accorto che Napoli ha avuto il coraggio di dare la cittadinanza onoraria ad Abu Mazen, Capo dello Stato della Palestina, e ad Abdullah Öcalan? Che in tempi di ruspe e di crisi internazionli qui da noi si dà la cittadinanza ai figli degli immigrati? Che abbiamo un registro sulle unioni civili? Che da noi vengono riconosciuti i matrimoni celebrati all’estero di persone dello stesso sesso, che da noi è stata rilasciata la carta d’identità ad un bambino di due donne sposate a Barcellona? E dai, non te ne sei proprio “addonato”? Eppure ne hai raccontate di storie simili, ma quelle belle della tua città perché ti ostini a non raccontarle?

Lo sai Saviano che da noi tutti i servizi sono rimasti pubblici, cioè di tutti noi, mentre altrove si privatizza? E che sicuramente non saremmo perfetti come Lugano né puliti come Monaco, ma vuoi mettere l’orgoglio di poter finalmente andare in giro per l’Italia e dire a testa alta che siamo napoletani?

Vedi Saviano io non ce l’ho con te, nutro profondo rispetto nei tuoi riguardi, per il lavoro che hai svolto, per la tua storia di coraggio e dedizione.

Credo però che tu non disponga più dei mezzi per poter raccontare Napoli, e noi ce la stiamo mettendo tutta affinché si creino i presupposti perché tu possa tornare e verificare di persona: noi qui ce la stiamo mettendo davvero tutta Robe’. Ma fa male vedere che per te noi non esistiamo. Fa male vedere che non capisci che se continuiamo con la retorica che qui le cose vanno sempre e solo male, non solo non si dice la verità, si fa il gioco di chi vuole che le cose non cambino. E ho paura, ma correggimi se sbaglio, che come tanti nostri concittadini, assuefatti e rassegnati da decenni di cattiva amministrazione, tu non riesca e non riuscirai mai a vederlo il cambiamento e che forse tu non disponga neanche del vocabolario necessario a celebrare e raccontare qualcosa di bello. La straordinaria bellezza dei tuoi concittadini che tutti i giorni lottano per migliorarla questa nostra splendida città si chiama ‪#‎Riscetamento‬. E ho paura che tu non lo racconterai mai.

Viva Napoli e viva i Napoletani. "

Luca Delgado

lunedì 31 agosto 2015

" ...coerenteMente incoerenti! "

...con l'appuntamento di stasera, Luca CARBONI in concerto per la due giorni della "Festa dell'Amicizia", volge quasi al termine questa "Estate Bellizzese". Resta il weekend (!!!) di "Strabilandia", la favola del "Fabula"... e la festa di quartiere pro "San Pio".

Tra i 60 ed i 70mila euro spesi per arrecriarci un po'!!! :D

Ricominceranno le scuole, arriveranno le piogge, il tardo autunno... i desideri sotto l'albero.. e nuovamente inverno! :(

Mi ripeto, da tempo: avremmo potuto spendere oculatamente ieri per ritrovarci meglio domani? Sarà il caso di ricominciare a farsi determinate domande?? Continuo a chiedere troppo anche alle forze politiche d'opposizione???

N.B.: Non ne faccio una stupida questione di elargizione economica ad hoc, spesso a pioggia (...che pure andrebbe rivista!) ...ma una sana riflessione in merito alle necessità impellenti della collettività.

P.S.: ...uno spazietto, sul manifestino promozionale, al delegato alla Cultura? Solo Sport e Spettacolo?? Daiii...!!! ;)

venerdì 13 marzo 2015

" ...una insegnante canadese... "


" Cari studenti delle superiori del ventunesimo secolo,
la settimana prossima comincerà un nuovo semestre e mi sento costretta a chiedervi scusa. Nonostante tutti i nostri sforzi, noi insegnanti non siamo riusciti a persuadere quelli che hanno il potere politico a cambiare il nostro sistema educativo. A quanto sembra, non siamo capaci di convincere il nostro premier che investire sulla vostra istruzione andrebbe a vantaggio di tutti noi e non inquinerebbe né l’acqua né l’aria.

Perciò, finché i vostri bisogni educativi non prevarranno su quelli delle multinazionali straniere, vi prego di accettare le mie scuse.

Mi dispiace che dobbiate venire a scuola così presto la mattina, anche se varie ricerche nel campo delle neuroscienze hanno appurato che il cervello degli adolescenti non funziona in modo ottimale prima delle dieci.

Mi dispiace che dobbiate chiedermi il permesso di uscire dalla classe per andare a fare pipì anche se avete già la patente, un lavoro part-time e state prendendo decisioni importanti per il vostro futuro dopo la scuola.

Mi dispiace che ogni giorno siate costretti a stare seduti per sei ore anche se molti studi hanno dimostrato che stare seduti troppo a lungo danneggia sia le capacità cognitive sia la salute.

Mi dispiace che siate divisi per età e costretti a procedere attraverso il sistema scolastico con i vostri coetanei come se l’età anagrafica avesse qualcosa a che vedere con l’intelletto, la maturità, le competenze o l’abilità.

Mi dispiace che quelli di voi che incontrano difficoltà a scuola non ricevano il giusto sostegno perché finanziare i vostri bisogni non è tra le priorità dell’attuale politica economica.

Mi dispiace che dobbiate studiare materie che non vi interessano in un’epoca in cui la somma totale delle conoscenze umane raddoppia ogni dodici mesi.

Mi dispiace che vi facciano credere che per ottenere il massimo dei voti dovete competere tra voi, quando i progressi umani sono sempre stati frutto di una collaborazione che spesso a scuola viene considerata “imbrogliare”.

Mi dispiace che siate costretti a usare dei libri di testo che contengono informazioni superate e troviate a scuola tecnologie obsolete della cui manutenzione nessuno si occupa.

Mi dispiace che quello che chiamano insegnamento personalizzato in realtà non lo sia affatto. L’insegnamento veramente personalizzato costa troppo, lo capite?

Mi dispiace che sia improbabile che la Strategia innovativa, la riforma scolastica della British Columbia tanto strombazzata dal governo attuale, produca cambiamenti significativi a parte un nuovo modo per calcolare quello che si fa a scuola.

Ma, soprattutto, mi dispiace che il sistema educativo vi costringa a far parte di un’economia estrattiva quando il nostro ambiente, senza il quale non ci sarebbe nessuna economia, sta subendo una crisi climatica che ci imporrà una rapida riconfigurazione di tutto quello che stiamo facendo in campo sociale, politico ed economico, e per la quale siamo del tutto impreparati.

Mi dispiace moltissimo.

Vorrei che la vostra curiosità non fosse soffocata dal conformismo scolastico.

Vorrei avere una bacchetta magica per darvi il tipo di scuola in cui ci sono spazi per analizzare ed esplorare, sperimentare e apprendere in modo diverso.

Vorrei avere il potere di riaccendere la passione e il desiderio di imparare che leggo nei vostri occhi prima che entriate a scuola.

Vorrei potervi aiutare a ricordare che prima di essere studenti eravate scienziati che sperimentavano, scoprivano, si ponevano domande e facevano collegamenti.

Eravate anche poeti… vi ricordate quanto divertiva e sorprendeva gli adulti intorno a voi il modo in cui descrivevate le cose?

Siete nati per imparare. Non potete non imparare.

Mi dispiace che vi facciano credere che l’unico apprendimento che conta sia quello che avviene a scuola. Anzi, poi, solo quello che avviene in classe. E nemmeno conta tutto quello che si impara in classe: alla fine conta solo quello che troverete nei test.

Vorrei potervi portare in altri posti dove il sistema educativo pubblico è una priorità di politici convinti che la futura società del loro paese dipenderà dalle caratteristiche del sistema educativo.

In un’epoca in cui la nostra vita dipende dall’ingegnosità nel risolvere i problemi più difficili, sprechiamo le potenzialità che ha la nostra mente di trovare soluzioni creative. L’adolescenza è il periodo in cui gli esseri umani raggiungono il culmine del loro sviluppo cognitivo. Le prove della vostra capacità di pensare “fuori degli schemi” e di trovare soluzioni creative sono ovunque intorno a noi.

Vorrei poter mostrare alle autorità ciò che dovrebbero vedere per rendersi conto di quello che siete capaci di fare, se solo ve ne dessero la possibilità.

Se solo…

Con sincero affetto.

Un’insegnante "

...dal blog di Lizanne Foster (l'insegnante), che dopo aver scritto ai suoi studenti canadesi, scrive pure ai tanti che dall'Italia la hanno contattata:

" Cari studenti italiani,
i vostri messaggi sono stati strazianti e commoventi. Riceverli mi ha scaldato il cuore, ma ho sofferto nel leggere le vostre frustrazioni. Ho pensato di dirvi qualcosa di più su di me per farvi capire che anche a voi andrà tutto bene.

Sono stata educata negli anni settanta in Sudafrica, durante il periodo dell’apartheid. Ero considerata una cittadina di seconda classe, indegna dei soldi che lo stato spendeva per l’istruzione dei sudafricani bianchi. Sapevo che dopo la laurea ci sarebbero stati dei lavori ai quali non avrei potuto aspirare per via del colore della mia pelle.

Ma sono sopravvissuta lo stesso. Ho avuto la fortuna di crescere in una casa piena di libri. Quando ci comportavamo bene, mio padre ci premiava regalandoci libri e fumetti che venivano dal Regno Unito. Leggevo continuamente e questo mi aiutava a rifugiarmi nei luoghi più felici della mia mente.

Ho imparato il gioco della scuola, a fare quello che era necessario per tirare avanti. Uno dei “vantaggi” di essere vissuta sotto l’apartheid è stato che sono nata per resistere. Sapevo che quello che mi diceva il governo non era vero, perciò ho imparato a leggere il mondo diversamente, tra le righe e fuori delle righe.

Quando indossavo l’uniforme della scuola, ero una studentessa che stava perfettamente al gioco, quando me la toglievo, ero solo me stessa e imparavo quello che volevo.

Sono diventata insegnante per caso. Era l’ultima cosa che volevo fare, perché a scuola avevo vissuto tante esperienze orribili. I professori ci picchiavano e ci punivano ingiustamente.

Ma quella di insegnante era una delle poche carriere alle quali lo stato consentiva di accedere a chi aveva la pelle del mio colore. E così per venticinque anni ho cercato, prima in Sudafrica e poi qui in Canada, di essere il tipo di insegnante che mi sarebbe piaciuto avere quando ero una studentessa.

Mi dispiace che anche voi stiate vivendo la stessa esperienza degli studenti canadesi e americani perché i politici tagliano i fondi alle scuole pubbliche e incoraggiano la privatizzazione dell’istruzione.

Sappiate che non siete soli in questa lotta.

Sappiate che anche voi ce la farete.

Vi do qualche consiglio per riuscirci meglio.

Accumulate esperienze che vi permettano di uscire dalla vostra zona di sicurezza. Che cosa succede al vostro cervello e al vostro corpo quando passate un’ora in un bosco o sulla riva di un fiume a guardare semplicemente l’acqua che scorre?

Cercate di stare con chi condivide i vostri interessi e le vostre preoccupazioni. La vostra “tribù” è lì fuori che vi aspetta. Unitevi a persone che fanno arte, fanno musica o fanno la differenza in altri modi.

Esprimete quello che avete imparato, quello che avete visto e notato. Disegnate. Cantate. Ballate.

Voi siete importanti. C’è un motivo per cui siete qui. Il mondo aspetta il risveglio della vostra passione e della vostra creatività.

Namaste,

Lizanne "


# l a b u o n a s c u o l a  # b o c c i a r e n z i  :(

mercoledì 25 febbraio 2015

" ...a che punto siamo??? "

Carissima amministrazione comunale,
a nove mesi esatti dalle elezioni che Vi videro trionfatori, riteniamo opportuno sottolineare alcune problematicità nella Vostra gestione della cosa pubblica, secondo noi, ancora irrisolte.

In primis, cosa che resta particolarmente a cuore nella nostra idea di politica partecipata e condivisa, la dolente nota del sito web comunale: non aggiornato ed ancora difficilmente consultabile.
Abbiamo inoltrato, in data 7/02/2015, segnalazioni ed un quesito all'ANAC (Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche) in merito alla mancanza in rete di: trasparenza nell'esercizio del diritto di richiesta di accesso civico e relativi obiettivi, retribuzioni degli amministratori e correttezza dell'impiego, a tempo determinato, del consigliere eletto, poi dimissionario, nel ruolo di capo ufficio tecnico della sua stessa (ex?) maggioranza.

Inoltre, basandoci sul vostro programma, riscontriamo perplessità su tutti i punti: riduzione delle tasse, crescita ed investimenti, riorganizzazione macchina comunale, area ex-consorzio agrario, sport e tempo libero, cultura e movimenti associativi, riorganizzazione dei servizi, ecologia, viabilità e grandi opere.
Riduzione delle tasse – ...quali e, soprattutto, quanta la riduzione? Quella del servizio idrico, come riconosciuto dal sindaco, è aumentata! I bilanci comunali, finalmente resi pubblici, non lasciano ben sperare... avreste dovuto rimirarli prima delle facili promesse!!!
Crescita ed investimenti - ...tanta carne a cuocere nei vostri 6 punti, soprattutto quello alla lettera f) “...verranno messi a disposizione € 500.000 come fondo di garanzia esclusiva per artigiani e microimprese, per accedere in convenzione a crediti bancari da € 30.000 a € 50.000 in 5 anni, in modo di accompagnare attività in crisi.”. Quando???
Possiamo consigliarvi il fondo nazionale del M5S, quello ottenuto dai nostri parlamentari pentastellati auto-decurtandosi il loro stipendio???
Riorganizzazione macchina comunale - ...avete solo iniziato, oseremmo dire benone, con l'incarico all'ex compagno di partito, lista civica ed amministrazione!!! Possiamo sempre ricordarvi di selezioni a concorso, evitando affidamenti diretti?
Area ex-consorzio agrario - ...a che punto siamo con il risanamento, la riqualificazione, il referendum consultivo e... la ripresa (???) dei lavori del progetto esecutivo, con finanziamento ancora attivo, del teatro-museo virtuale-sala polivalente??? Cioè, per capirci: risaniamo, riqualifichiamo, consultiamo e poi... facciamo come avevamo deciso prima!!!???
Voce al popolo, scelte condivise con la cittadinanza!
Sport e tempo libero - ...campo sportivo, pista podistica, campetti per basket e pallavolo... e (!!!) “mercato solidale” dei prodotti coltivati negli orti urbani, oltre all'associazione a tutela del torrente Lama... tutto in itinere??? Potremmo, nel frattempo, iniziare con cose semplici, tipo una domenica di sport al mese, sempre diversa... organizzata, insieme con le tante realtà locali, in modo da veicolare l'attitudine al sano benessere psicofisico.
Cultura e movimenti associativi - ...l'ampliamento del WI-FI gratuito? Parecchio peggio di prima!!! La creazione di una consulta unica per l’associazionismo ed il volontariato è, invece, avvenuta! Ma speriamo valutino nel miglior modo possibile le varie richieste che perverranno, evitando lo sbaglio (secondo noi commesso!) dell'elargizione di nostri €1500 per una mostra e (soli!) €500 per la Corale Polifonica. Meglio sarebbe, comunque, investire nella realizzazione ed il potenziamento della biblioteca comunale, con l'istituzione della "biblioteca digitale", che è ancora, purtroppo, in alto mare! Potremmo sforzarci di rimetterla un po' a posto, coinvolgendo anche associazioni locali (Comitato Genitori Bellizzi) che stanno già facendo molto nel ramo! Ci risulta che non esista un elenco libri!? O quanti preventivate di comprarne ogni anno!? E scelti da chi? Leggere un libro, vedere un film, un documentario: un lusso per la crescita di tutti? Finanziamento a carico dell’ente di progetti extracurriculari per la scuola dell’obbligo? La scuola? Facciamo ancora collette per risme A4 e soldi, chi può, per il teatro!? Il costo della mensa? Tutto è meno importante della scuola, tutto! Prima la cultura, i bambini, il loro futuro, la loro socializzazione, il nostro domani... poi le luminarie, gli alberelli, i contributi e qualunque altra spesa extra!!!
Riorganizzazione dei servizi - ...l'attivazione del numero verde per qualsiasi evenienza? Il potenziamento delle unità in forza al Comando di Polizia Municipale?? Certo che servirebbero! Continue le lamentele per mancanza di sicurezza nelle zone più distanti dal centro cittadino, prive di alcuna sorveglianza. E si guardi, pure, all'orario di ingresso ed uscita dalle scuole presso il plesso di Torre Lama; utilizziamo gli stessi genitori, disponibili a turni (premiamoli con risparmi sul ticket mensa!) per sorvegliare pericolosi crocevia di auto tra i bambini!!! L'incentivazione delle attività del Nucleo comunale di Protezione Civile? Mica come l'incentivazione alla Pro-loco, pro-Strabilandia?!?
Ecologia - ...porta a porta (controlli? multe?) ed EcoCard???
Viabilità - ...strade, ponti e rotatorie. Quanto di promesso è nel nuovo piano triennale delle opere pubbliche? E quanto, invece, non era previsto ma c'è??
Grandi opere - ...nuovo cimitero comunale (in 24 mesi!), asili nido di grandi dimensioni con servizio 7gg su 7gg, 40 alloggi di edilizia popolare (e speriamo bene!), restituzione titolarità ai legittimi proprietari dei 110 alloggi IACP-Futura ( in 18 mesi!), casa degli animali, risanamento/allacciamento fognario di tutto il territorio al depuratore consortile...
Beh, auguroni... tifiamo per Voi!!!

Istituite il Consiglio Comunale a tema, di domenica (più comodo per la maggioranza dei volenterosi ed interessati bellizzesi), magari bimestrale: “Programma amministrativo - dove, come e quando. Presente, passato e futuro della nostra comunità.”.

Infine, sollecitiamo nuovamente, circa l'inadeguatezza della gestione del nostro Centro Sociale “Ietto”, poco conforme al “Regolamento” adottato (?), che andrebbe verificato e/o sostituito con altro di più realistico indirizzo. Sulla questione, poi, della propaganda elettorale: ricorderete la nostra denuncia alle autorità competenti che riguardò le affissioni selvagge e l'utilizzo improprio di sedi e comitati. Ancora in merito alla destinazone dell'8 per mille pro edilizia scolastica, richiestaVi ab illo tempore ma irrintracciabile nei vostri atti. Ed infine, l'ultimissima protocollataVi, riguardo l'obbligo della presenza nella ristorazione scolastica, per effetto di una legge del M5S in Parlamento, di una quota di prodotti biologici.

Confidiamo in una Vostra celere risposta, negli atti e coi fatti;
teniamo molto alla nostra (di comunità) crescita collettiva.

*****


lunedì 15 settembre 2014

" ...alla scoperta!!! "

Oggi l'inizio dell'asilo comunale per Veve'
 e la seconda elementare per Fefe'... :D

Continuate a farvi mille domande.
Anche a scuola proveranno a rispondervi...
 per capire, per crescere...
 e poi vivere, esistere e resistere!

domenica 19 gennaio 2014

" ...a Mario, per questo Lorenzo con questa mia pietra miliare... "



" Mi ricordo, da bambino, che mio padre
   era spesso arrabbiato con me...
   e non sapevo perché!

  Ritornavo dalla scuola verso l'una e quaranta...
   e la fame era tanta, con mia madre che diceva:
   < Che c'è? Lorenzo dimmi che c'è?
   ...come è andata, come mai non mi dici mai niente?
   ...ma che razza di gente questi figli che ho...
   certe volte non so cosa ho fatto
   per vedervi dire sempre di no,
   non lo so.., non lo so... ma ti droghi?
   ...fai veder le braccia, ma che razza di faccia...
   non mi piace per niente
   quella razza di gente con la quale ti vedi...
   ma che cosa ti credi che,
   tuo padre ed io, non ti vogliamo bene? >

  Sempre le stesse scene, ogni giorno,
   ogni sera quella stessa atmosfera.
  Mentre mio padre mi vedeva crescere,
   lui mi sembrava non potesse invecchiare.
   Mentre crescevo tre centimetri l'anno,
   lui era sempre uguale...

  Mi ricordo, a dodici anni,
   un pomeriggio di sole,
   mi portò a un funerale...
   ma era uno speciale
   che non c'era neanche un morto parente,
   neanche un conoscente...
   solo un sacco di gente seria,
   molto composta...
   una specie di festa al contrario...
   e mio padre Mario mi diceva:
   < Quando avrai un po' più anni
   potrai dire io c'ero...
   ai funerali degli agenti
   della scorta di Moro... >

  Questa sera,
   quasi ventisette anni,
   sto leggendo il giornale
   e di quel funerale
   mi risale l'immagine in mente
   e ho chiarissimo in testa
   quel concetto di festa al contrario
   e di mio padre Mario che,
   per come era sempre severo,
   mi appariva sincero nel dolore
   del restare impotente,
   insieme a molta altra gente
   che sostava di fronte
   al potere di pochi sulla vita di molti
   e a quei volti sconvolti
   delle madri, delle mogli, dei parenti
   e dei figli degli agenti della scorta di Moro...
   e mio padre Mario...
   era così serio!
  E mi teneva sulla testa una mano,
   quel pomeriggio è lontano...
   quasi venti anni fa
   ...i negozi che chiudevano
   in tutta la città,
   ogni cosa era strana
   nella mia fantasia,
   non capivo perché, in giro,
   c'era tutta quella polizia...
   le sirene spiegate,
   le serrande abbassate,

  Sono più grande
   ma le cose non sono cambiate.

  La mia mano è più grande
   e mio padre più anziano
   la mia mamma si preoccupa
   perché sono lontano.

  Questa storia che ho detto
   con la rima baciata
   non so forse neanche io
   perché ve l'ho raccontata
   forse il centro di tutto
   è quella mano che mio padre
   mi appoggiò sulla testa
   questo è quanto mi resta
   un ricordo profondo
   grande come il mondo
   questo gesto che mio padre
   ebbe il cuore di fare
  questo gesto d'amore
   mille volte più potente di un pugno
   in questa notte di giugno in cui scrivo
  mi fa essere vivo
   pronto ad essere padre a mia volta

   e a spiegare a mio figlio bambino
  come ogni destino
   si unisce si confonde e si intreccia
  in comune con le altre persone
   gli dirò che ogni schiaffo
   e ogni pugno che è dato
  ogni piccolo diritto
   che nel mondo è violato
  è una ferita
   per tutti gli esseri della terra
  e finché non c'è giustizia
   ci sarà sempre guerra
! "

lunedì 2 dicembre 2013

" V day: il giorno dei valori popolari... "

Ancora una volta il Movimento Cinque Stelle ha mostrato la sua vera faccia: il Populismo, il valore del Popolo!

Un paio di secoli fa, in Russia, veniva esaltato il socialismo agricolo; anche in Italia, dagli anni 70 del secolo scorso, muove i primi passi l'agricoltura sociale; oggi, il mondo popolare, si identifica, a larghissima maggioranza, con la disaffezione totale alla classe dirigente del nostro Paese.

Non vi è più scampo, nessuna via d'uscita. Insostenibile il continuo scollamento tra economia reale, popolare ed economia lobbista, al soldo dei soliti privilegiati.

Nelle scuole pubbliche, di ogni ordine e grado, si discute di sponsorizzazioni private, di accesso limitato e limitante.
Nel mondo del lavoro (...quello rimasto...) le disparità di trattamento, tra soggetti con eguali diritti, si affrontano in modo sommerso o, quando si può, espatriando.
Nelle famiglie si evidenziano problemi legati all'alimentazione, con dati di spesa che sfiorano il dopoguerra... con il 70% - 7 famiglie su 10 - che continua a ridurre gli acquisti per la tavola, in quantità ed in qualità!
E poi l'ambiente, il clima... :(

Inutile soffermarsi su quanto questa pandemia influisca sullo Stato Sociale in modo diretto, coincidendo, inoltre, con le continue ristrettezze, imposte, in fatto di Spesa Sociale.

Solo una sana rivoluzione salverà il pianeta. Non escludo che debba piombarci addosso a breve, tipo il blocco dei tir per lo sciopero del 9 dicembre, ma io continuo a sperare, anzi... a cospirare contro il lugubre sistema partitico italiano.

Il potere al popolo sovrano!
Dai territori la scommessa sul cambiamento, dai singoli comuni l'attentato al lurido clientelismo, dai cittadini la guerra alla connivenza con la mala politica.

I sette punti di Grillo, dal palco di Genova, hanno chiarito le proposte, oltre alle proteste... adesso?
Diamoci da fare, un bel "Vday" ovunque, anche a Bellizzi... jamm' bell'!!! ;D

sabato 21 settembre 2013

" ...vessilli... "

La mia bandiera è la mia testa... le mie idee, il mio impegno!
Quale destra, quale sinistra, quale partito?!?
Avverto il bisogno di costruire con nuovi mezzi, in nuovi modi, per nuovi motivi.
Raggiungere gli obiettivi di tutti: solidarietà ed uguaglianza.

La nuova classe dirigente non potrà più sorgere dalle rovine della vecchia.

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno aperto un varco, una speranza di partecipazione dal basso.
Dai, cogliamo l'attimo!!! ;)


" Troviamo i modi, vicini e lontani, militanti e ragionati, per agire.
La tua terra è la mia terra...
Vediamoci, organizziamoci, agiamo.
Insieme a chi ogni giorno si sveglia, vive, ama e muore... "
                              (Roberto SAVIANO)

sabato 2 febbraio 2013

" ...giovani giovanotti!!! :( "

...giusto 24h, stessa tastiera, stesso monitor, stesso facebook... un pessimo esempio, secondo me, di buone nuove nell'ormai stantio modo di fare in politica... seguitemi:

- nel mio comune, una delibera...
- l'ideatore è un giovane assessore (che non mi pregia dell'amicizia online!?) che contatto su FB, nella sua OFFICIAL PAGE...

Massimo Paolini Official

- risposta, rigorosamente, in pvt... (evito alcuni passaggi fuori tema!!!)


MP massimo paolini (lui)
AG antonio granato (io)

***

MP: Non ho capito quello che hai scritto

MP: Una giornata sulla neve con un pulman di 50 persone.Il costo del pulman e'di esattamente 340 euro Una giornata per ragazzi e adulti aggregazione socializzazione divertimento e sopratutto una giornata diversa per persone che non hanno un euro e non possono nemmeno avere il piacere di passare una giornata "diversa".Non capisco..mah .Tra poco in assenza di elementi di parla se le formice sono 100 o 102 

AG: ...perché mi rispondi in pvt? Mica stiamo fomentando guerre??? 

MP: anto tu si paranoico eviti di parlare di persona e poi dici in pvt...ma dai
... ... ...

AG: ??? ...evito??? Paranoico tecnicamente é positivo? Sei tu il prof!!! 

MP: Infatti hai colto nel segno! I paranoici vivono mondi paralleli un po come sid Barret
comunque anto in merito al fatto di roccaraso la storia sta cosi e l'ho scritto anche si un commento la cosa e'partita dai ragazzi ... ... ... e altri ragazzi e ... ... ... mi hanno detto se li volevo portare sulla neve inizialmente o pensato laceno ma li la.neve c'e' e no quindi mi sono informato e visto il costo ridotto esattamente 340ho deciso di portarli sulla delibera il costo di 500 e'il tetto massimo entro cui devono pervenire le offerte. le offerte sono in ribasso....ergo

AG: ...però la scelta dei 50?

MP: in che senso tony?

AG: ...50 a caso o scelti come? E' importante...

MP: 50 perche di piu costava di piu

AG: ...la scelta dei 50!!! Massimooo!!!!!!!!!!!

MP: le prime domande protocollate con precedenza ai bisognosi sempre

AG: ...beh, chiariscilo bene... daiii!!! Contatti, protocollo, bisognosi... 

MP: c'e'il motivo per cui e'nata questa gita anto'le prime 50domande che arrivano al protocollo entrano ma quelli ... ... ... ed altri segnalati ... ... ... gia sono in lista gita a roccaraso? la prima volta dopo 20 anni a bellizzi.P.s:la neve c'e'sempre stata in 4 anni ho fatto 7 gite nei 5precedenti ....una prima delle elezioni gite per tutte le fasce sociali.l'ultima volta abbiam fatto un bel giro culturale di musei a napoli l'altra volta alla reggia a caserta l'altra a pietralcina l'altra a padrepio poi san gregorio arneno

AG: ...vabbuò, ho riletto sul sito di Mimì la delibera... è scritta malissimo e non spiega quello che tu scrivi!

MP: e vabbuo' o caxx toto'! sono Fatti! comunque.Le delibere non le scrivo io.fatto sta che tra poco
andiamo a farci un bel giro a roccaraso quantomenonla vera soddisfazione e'aver fatto contento un sacco di gente che diversamente per vedere un po di ghiaccio non puo aprire nemmeno il congelatore

AG: ...contento tu... divertiti! 

MP: Contenti gli altri

AG: ...certo, tutti!

MP: e i tantissimi che me l'hanno chiesto e ringraziato infatti!
... ... ...

AG: ...ad personam... anzi... ad pullman!!! :(((

MP: si ! 340 euro il pulman per roccaraso un affare a parte che poi ... ... ... fatto un avviso pubblico...quindi in concorrenza se lo potrebbe aggiudicare anche una linea che offre meno di 340.e dove lo trovi un pulman a sto prezzo

AG: ...un affare per la visibilità d'Insieme!!! ;(

MP: insieme? ma se e'fatto dal mio assessorato!!!! ognuno vede cio che vuole.io vedo la gioia dei ragazzi che me l hanno chiesti o e dei tanti che mi ringraziano perche no avendo un caxxo diceuro cosi passano una giiirnata dicersa gratuitamente

AG: ...giusto, la visibilità tua! 

MP: della povera gente a sto punti pure gesucrusto era un narcisista

AG: ...il punto non è fare... è fare bene!

MP: Assolutamente convinto.Ma chi nin fa no sbagkia e nn fa bene

AG: ...ok, ammetti lo sbaglio... e correggi almeno nella tua pagina, sotto il mio commento... daiii!!!! 

MP: anto pero non mi dire che oramai appartieni anche tu alla categirua di chi vede sempre cose cattice cattice quale sbaglio!?

AG: ...no, anzi... però vedo che la delibera non chiarisce chi partecipa, dice i primi 50 al protocollo... tant'è!

MP: ... ... ...

AG: ...tu invece mi scrivi che tot posti son già assegnati a chi ti ha richiesto il tutto... giusto?

MP: anto io dico che hanno la priorita'i busognosu e saranno lori a fare per primi la domanda

AG: MASSIMO non devi dirlo a me, lo devi deliberare!!!

MP: totonno io faccio il politico...diciamo cosi.bin il capoarea e poi quelli segnalati dall ass sociale saranno i prini a proticillare nu poc e scaltrezz anto'

AG: ??? ...come fai a saperlo??? Se per primo vanno a protocollare i 50 più ricchi di Bellizzi??? Jaaaa.... :(((

MP: Anto! svegkiaaaaaaaa

AG: Scaltrezza??? Munnezza!!! :(((

MP: svegliaaaaaaaa e sta tastirf del cell di merd comunque quali piu ricchi e il cazzo

AG: ...hai un ruolo, usalo nel miglior modo possibile!!!

MP: anto vieniti a fare u giro quando partiami con il bus e poi farliami...sui fatti.

AG: ...fai solo finta di non capire... ed è grave! ...altrimenti mi significa che... hai troppo sonno!!! 

MP: anto tu nn vuoi comprende vieni quando parte ik bus e poi parli c e'una sottile differenza tra noi.tu scrivi e parli.io faccio i fatti ed e'stato sempre cosi

AG: ...vabbuò, vediamo cosa ne pensa la rete... dei tuoi fatti!!! 

MP: la rete?! ahahah la vita la gente che salira'sul pukman e le foto cge faro' di chi sara'li sai che figur e merd ca faj sono tutte persone indigenti cine sempre anto'

AG: ...ottima notte! ;(

MP: e stato sempre cosi e cosi sara'sempre
notte!!!


***
...mi cadono le braccia, disperata speranza... :(




domenica 25 dicembre 2011

" Questa è acqua, questa è acqua! "

" Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all'altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com'è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”
È una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia è forse una delle migliori, tra le meno stupidamente convenzionali nel genere, ma se vi state preoccupando che io pensi di presentarmi qui come il vecchio pesce saggio, spiegando cosa sia l’acqua a voi giovani pesci, beh, vi prego, non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il succo della storia dei pesci è solamente che spesso le più ovvie e importanti realtà sono quelle più difficili da vedere e di cui parlare. Espresso in linguaggio ordinario, naturalmente diventa subito un banale luogo comune, ma il fatto è che nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti, i banali luoghi comuni possono essere questioni di vita o di morte, o meglio, è questo ciò che vorrei cercare di farvi capire in questa piacevole mattinata di sole.

Chiaramente, l’esigenza principale in discorsi come questo è che si suppone vi parli del significato dell vostra educazione umanistica, e provi a spiegarvi perché il diploma che state per ricevere ha un effettivo valore sul piano umano e non soltanto su quello puramente materiale. Per questo, lasciatemi esaminare il più diffuso stereotipo nei discorsi fatti a questo tipo di cerimonie, ossia che che la vostra educazione umanistica non consista tanto “nel fornirvi delle conoscenze”, quanto “nell'insegnarvi a pensare”.

Se siete come me quando ero studente, non vi sarà mai piaciuto ascoltare questo genere di cose, e avrete tendenza a sentirvi un po’ insultati dall'affermazione che dobbiate aver bisogno di qualcuno per insegnarvi a pensare, poiché il fatto stesso che siete stati ammessi a frequentare un college così prestigioso vi sembra una dimostrazione del fatto che già sapete pensare. Ma vorrei convincervi che lo stereotipo dell’educazione umanistica in realtà non è per nulla offensivo, perché la vera educazione a pensare, che si pensa si debba riuscire ad avere in un posto come questo, non riguarda affatto la capacità di pensare, ma piuttosto la scelta di cosa pensare. Se la vostra assoluta libertà di scelta su cosa pensare vi sembrasse troppo ovvia per perdere del tempo a discuterne, allora vorrei chiedervi di pensare al pesce e all'acqua, e a mettere tra parentesi anche solo per pochi minuti il vostro scetticismo circa il valore di ciò che è completamente ovvio.

Ecco un’altra piccola storia istruttiva. Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska. Uno dei due tizi è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo sull'esistenza di Dio, con quell'intensità particolare che si stabilisce più o meno dopo la quarta birra. E l’ateo dice: “Guarda, non è che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e così ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato ‘Oh Dio, se c’è un Dio, mi sono perso nella tormenta, e morirò tra poco se tu non mi aiuterai’.” E a questo punto, nel bar, il credente guarda l’ateo con aria perplessa “Bene, allora adesso dovrai credere” dice, “sei o non sei ancora vivo?” E l’ateo, alzando gli occhi al cielo “Ma no, è successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di lì per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.”

È facile interpretare questa storiella con gli strumenti tipici dell’analisi umanistica: la stessa precisa esperienza può avere due significati totalmente diversi per due persone diverse, avendo queste persone due diversi sistemi di credenze e due diversi modi di ricostruire il significato dall'esperienza. Poiché siamo convinti del valore della tolleranza e della varietà delle convinzioni, in nessun modo la nostra analisi umanistica vorrà affermare che l’interpretazione di uno dei due tizi sia giusta a quella dell’altro falsa o cattiva. E questo va anche bene, tranne per il fatto che in questo modo non si riesce mai a discutere da dove abbiano origine questi schemi e credenze individuali. Voglio dire, da dove essi vengano dall'INTERNO dei due tizi. Come se l’orientamento fondamentale verso il mondo di una persona e il significato della sua esperienza fossero in qualche modo intrinseci e difficilmente modificabili, come l’altezza o il numero di scarpe, o automaticamente assorbiti dal contesto culturale, come il linguaggio. Come se il modo in cui noi costruiamo il significato non fosse in realtà un fatto personale, frutto di una scelta intenzionale. Inoltre, c’è anche il problema dell’arroganza. Il tizio non credente è totalmente certo nel suo rifiuto della possibilità che il passaggio degli eschimesi abbia qualche cosa a che fare con la sua preghiera. Certo, ci sono un sacco di credenti che appaiono arroganti e anche alcune delle loro interpretazioni. E sono probabilmente anche peggio degli atei, almeno per molti di noi. Ma il problema del credente dogmatico è esattamente uguale a quello del non credente: una certezza cieca, una mentalità chiusa che equivale a un imprigionamento così totale che il prigioniero non si accorge nemmeno di essere rinchiuso.

Il punto che vorrei sottolineare qui è che credo che questo sia una parte di ciò che vuole realmente significare insegnarmi a pensare. A essere un po’ meno arrogante. Ad avere anche solo un po’ di coscienza critica su di me e le mie certezze. Perché una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. Ho imparato questo da solo e a mie spese, e così immagino sarà per voi una volta laureati.

Ecco un esempio della totale falsità di qualche cosa su cui tendo ad essere automaticamente sicuro: nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dell’universo, la più reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, perché è qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti è lo stesso per tutti noi. È la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non c’è nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Il mondo, così come voi lo conoscete, è lì davanti a VOI o dietro di VOI, o alla VOSTRA sinistra o alla VOSTRA destra, sulla VOSTRA TV o sul VOSTRO schermo. E così via. I pensieri e i sentimenti delle altre persone devono esservi comunicati in qualche modo, ma i vostri sono così immediati, urgenti, reali.

Adesso vi prego di non pensare che io voglia farvi una lezione sulla compassione o la sincerità o altre cosiddette “virtù”. Il problema non è la virtù. Il problema è di scegliere di fare il lavoro di adattarsi e affrancarsi dalla configurazione di base, naturale e codificata in noi, che ci fa essere profondamente e letteralmente centrati su noi stessi, e ci fa vedere e interpretare ogni cosa attraverso questa lente del sé. Le persone che riescono ad adattare la loro configurazione di base sono spesso descritti come “ben adattati”, che credo non sia un termine casuale.
Considerando la trionfale cornice accademica in cui siamo, viene spontaneo porsi il problema di quanto di questo lavoro di autoregolazione della nostra configurazione di base coinvolga conoscenze effettive e il nostro stesso intelletto. Questo problema è veramente molto complicato. Probabilmente la più pericolosa conseguenza di un’educazione accademica, almeno nel mio caso, è che ha permesso di svilupparmi verso della roba super-intellettualizzata, di perdermi in argomenti astratti dentro la mia testa e, invece di fare semplicemente attenzione a ciò che mi capita sotto al naso, fare solo attenzione a ciò che capita dentro di me.
Come saprete già da un pezzo, è molto difficile rimanere consapevoli e attenti, invece di lasciarsi ipnotizzare dal monologo costante all'interno della vostra testa (potrebbe anche stare succedendo in questo momento). Vent'anni dopo essermi laureato, sono riuscito lentamente a capire che lo stereotipo dell’educazione umanistica che vi “insegna a pensare” è in realtà solo un modo sintetico per esprimere un’idea molto piu significativa e profonda: “imparare a pensare” vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all'esperienza. Perché, se non potrete esercitare questo tipo di scelta nella vostra vita adulta, allora sarete veramente nei guai. Pensate al vecchio luogo comune della “mente come ottimo servitore, ma pessimo padrone”. Questo, come molti luoghi comuni, così inadeguati e poco entusiasmanti in superficie, in realtà esprime una grande e terribile verità. Non a caso gli adulti che si suicidano con armi da fuoco quasi sempre si sparano alla testa. Sparano al loro pessimo padrone. E la verità è che molte di queste persone sono in effetti già morte molto prima di aver premuto il grilletto.

E vi dico anche quale dovrebbe essere l’obiettivo reale su cui si dovrebbe fondare la vostra educazione umanistica: come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui “in ogni momento” siete unicamente, completamente, imperiosamente soli. Questo potrebbe suonarvi come un’iperbole o un’astrazione senza senso. Cerchiamo di essere concreti. Il fatto puro e semplice è che voi laureati non avete ancora nessun’idea di cosa “in ogni momento” significhi veramente. Questo perché nessuno parla mai, in queste cerimonie delle lauree, di una grossa parte della vita adulta americana. Questa parte include la noia, la routine e la meschina frustrazione. I genitori e i più anziani tra di voi sapranno anche troppo bene di cosa sto parlando.

Tanto per fare un esempio, prendiamo una tipica giornata da adulto, e voi che vi svegliate la mattina, andate al vostro impegnativo lavoro da colletto-bianco-laureato-all'università, e lavorate duro per otto o dieci ore, fino a che, alla fine della giornata, siete stanchi e anche un po’ stressati e tutto ciò che vorreste sarebbe di tornarvene casa, godervi una bella cenetta e forse rilassarvi un po’ per un’oretta, per poi ficcarvi presto nel vostro letto perché, evidentemente, dovrete svegliarvi presto il giorno dopo per ricominciare tutto da capo. Ma, a questo punto, vi ricordate che non avete nulla da mangiare a casa. Non avete avuto tempo di fare la spesa questa settimana a causa del vostro lavoro così impegnativo, per cui, uscendo dal lavoro, dovete mettervi in macchina e guidare fino al supermercato. È l’ora di punta e il traffico è parecchio intenso. Per cui per arrivare al supermercato ci mettete moltissimo tempo, e quando finalmente arrivate, lo trovate pieno di gente, perché naturalmente è proprio il momento del giorno in cui tutti quelli che lavorano come voi cercano di sgusciare in qualche negozio di alimentari. E il supermercato è disgustosamente illuminato e riempito con della musica di sottofondo abbrutente o del pop commerciale, ed è proprio l’ultimo posto in cui vorreste essere, ma non potete entrare e uscire rapidamente, vi tocca vagare su e giù tra le corsie caotiche di questo enorme negozio super-illuminato per trovare la roba che volete e dovete manovrare con il vostro carrello scassato nel mezzo delle altre persone, anche loro stanche e di fretta come voi, con i loro carrelli (eccetera, eccetera, ci do' un taglio poiché è una cerimonia piuttosto lunga) e alla fine riuscite a raccogliere tutti gli ingredienti della vostra cena, e scoprite che non ci sono abbastanza casse aperte per pagare, anche se è l’ora-di-punta-di-fine-giornata. Cosi la fila per pagare è incredibilmente lunga, che è una cosa stupida e che vi fa arrabbiare. Ma voi non potete sfogare la vostra frustrazione sulla povera signorina tutta agitata alla cassa, che è super-stressata da un lavoro la cui noia quotidiana e insensatezza supera l’immaginazione di ognuno di noi qui in questa prestigiosa Università.

Ma in ogni modo, finalmente arrivate in fondo a questa fila, pagate per il vostro cibo, e vi viene detto “buona giornata” con una voce che è proprio la voce dell’oltretomba. Quindi dovete portare quelle orrende, sottili buste di plastica del supermercato nel vostro carrello con una ruota impazzita che spinge in modo esasperante verso sinistra, di nuovo attraverso il parcheggio affollato, pieno di buche e di rifiuti, e guidare verso casa di nuovo attraverso il traffico dell’ora di punta, lento, intenso, pieno di SUV, ecc.

A tutti noi questo è capitato, certamente. Ma non è ancora diventato parte della routine della vostra vita effettiva di laureati, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Ma lo sarà. E inoltre ci saranno tante altre routine apparentemente insignificanti, noiose e fastidiose. Ma non è questo il punto. Il punto è che è proprio con stronzate meschine e frustranti come questa che interviene la possibilità di scelta. Perché il traffico e le corsie affollate del supermercato e la lunga coda alla cassa mi danno il tempo di pensare, e se io non decido in modo meditato su come pensare e a cosa prestare attenzione, sarò incazzato e infelice ogni volta che andrò a fare la spesa. Perché la mia naturale configurazione di base è la certezza che situazioni come questa riguardino solo me. La MIA fame e la MIA stanchezza e il MIO desiderio di andarmene a casa, e mi sembrerà che ogni altra persona al mondo stia lì ad ostacolarmi. E chi sono poi queste persone che mi ostacolano? E guardate come molti di loro sono repellenti, e come sembrano stupidi e bovini e con gli occhi spenti e non-umani nella coda alla cassa, o anche come è fastidioso e volgare che le persone stiano tutto il tempo a urlare nei loro cellulari mentre sono nel mezzo della fila. E guardate quanto tutto ciò sia profondamente e personalmente ingiusto.

Oppure, se la mia configurazione di base è più vicina alla coscienza sociale e umanistica, posso passare un bel po’ di tempo nel traffico di fine giornata a essere disgustato da tutti quei grossi, stupidi SUV e Hummers e furgoni con motori a 12 valvole, che bloccano la strada e consumano il loro costoso, egoistico serbatoio da 40 galloni di benzina, e posso anche soffermarmi sul fatto che gli adesivi patriottici e religiosi sembrano essere sempre sui veicoli più grandi e più disgustosamente egoisti, guidati dai più brutti, più incoscienti e aggressivi dei guidatori. (Attenzione, questo è un esempio di come NON bisogna pensare…) E posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sprecato tutto il carburante del futuro e avere probabilmente fottuto il clima, e che noi tutti siamo viziati e stupidi ed egoisti e ripugnanti, e che la moderna civiltà dei consumi faccia proprio schifo, e così via.

Avete capito l’idea.

Se scelgo di pensare in questo modo in un supermercato o sulla superstrada, va bene. Un sacco di noi lo fanno. Tranne che il fatto di pensare in questo modo diventa nel tempo così facile e automatico che non è più nemmeno una vera scelta. Diventa la mia configurazione di base. È questa la modalità automatica in cui vivo le parti noiose, frustranti, affollate della mia vita da adulto, quando sto operando all'interno della convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono ciò che determina le priorità del mondo intero.

In realtà, naturalmente, ci sono molti modi diversi di pensare in questo tipo di situazioni. Nel traffico, con tutte queste macchine ferme e immobili davanti a me, non è impossibile che una delle persone nei SUV abbia avuto un orribile incidente d’auto nel passato, e adesso sia cosi terrorizzata dal guidare che il suo terapista le ha ordinato di prendere un grosso e pesante SUV, così che possa sentirsi abbastanza sicura quando guida. O che quell’Hummer che mi ha appena tagliato la strada sia forse guidato da un padre il cui figlio piccolo è ferito o malato nel sedile accanto a lui, e stia cercando di portarlo in ospedale, ed abbia quindi legittimamente molto più fretta di me: in effetti sono io che blocco la SUA strada.

Oppure posso sforzarmi di considerare la possibilità che tutti gli altri nella fila alla cassa del supermercato siano stanchi e frustrati come lo sono io, e che alcune di queste persone probabilmente abbiano una vita molto più dura, noiosa e dolorosa della mia.

Di nuovo, vi prego di non pensare che vi stia dando dei consigli morali, o vi stia dicendo che dovreste pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta da voi che lo facciate. Perché è difficile. Richiede volontà e fatica, e se voi siete come me, in certi giorni non sarete capaci di farlo, o più semplicemente non ne avrete voglia.

Ma molte altre volte, se sarete abbastanza coscienti da darvi la possibilità di scegliere, voi potrete scegliere di guardare in un altro modo a questa grassa signora super-truccata e con gli occhi spenti che ha appena sgridato il suo bambino nella coda alla cassa. Forse non è sempre così. Forse è stata sveglia per tre notti di seguito tenendo la mano del marito che sta morendo di un cancro alle ossa. O forse questa signora è l’impiegata meno pagata della motorizzazione, che proprio ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un orribile e snervante problema burocratico con alcuni piccoli atti di gentilezza amministrativa.

Va bene, nessuno di questi casi è molto probabile, ma non è nemmeno completamente impossibile. Dipende da cosa volete considerare. Se siete automaticamente sicuri di sapere cos'è la realtà, e state operando sulla base della vostra configurazione di base, allora voi, come me, probabilmente non avrete voglia di considerare possibilità che non siano fastidiose e deprimenti. Ma se imparate realmente a concentrarvi, allora saprete che ci sono altre opzioni possibili. Avrete il potere di vivere una lenta, calda, affollata esperienza da inferno del consumatore, e renderla non soltanto significativa, ma anche sacra, ispirata dalle stesse forze che formano le stelle: amore, amicizia, la mistica unità di tutte le cose fuse insieme. Non che la roba mistica sia necessariamente vera. La sola cosa che è Vera con la V maiuscola è che sta a voi decidere di vederlo o meno.

Questa, credo, sia la libertà data da una vera educazione, di poter imparare ad essere “ben adattati”. Voi potrete decidere con coscienza che cosa ha significato e che cosa non lo ha. Potrete scegliere in cosa volete credere. Ed ecco un’altra cosa che può sembrare strana, ma che è vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti non c’è posto per una cosa come l’ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare – sia essa Gesù Cristo o Allah, sia che abbiate fede in Geova o nella Santa Madre Wicca, o nelle Quattro Nobili Verità, o in qualche inviolabile insieme di principi etici – è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi. Ad un certo livello tutti sanno queste cose. Sono state codificate in miti, proverbi, luoghi comuni, epigrammi, parabole, sono la struttura di ogni grande racconto. Il trucco sta tutto nel tenere ben presente questa verità nella coscienza quotidiana.
Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti. Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano cattive o peccaminose, è che sono inconsce. Sono la configurazione di base.

Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.

E il cosiddetto “mondo reale” non vi scoraggerà dall'operare con la configurazione di base, poiché il cosiddetto “mondo reale” degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di sé. La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti.

Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito.

Lo so che questa roba probabilmente non vi sembrerà molto divertente o ispirata, come un discorso per questo di genere di cerimonie dovrebbe sembrare. In questo consiste però, per come la vedo io, la Verità con la V maiuscola, scrostata da un sacco di stronzate retoriche. Certamente, siete liberi di pensare quello che volete di tutto questo. Ma per favore non scartatelo come se fosse una sermone ammonitorio alla Dr. Laura. Niente di questa roba è sulla morale o la religione o il dogma o sul grande problema della vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”

È straordinariamente difficile da fare, rimanere coscienti e consapevoli nel mondo adulto, in ogni momento. Questo vuol dire che anche un altro dei grandi luoghi comuni finisce per rivelarsi vero: la vostra educazione è realmente un lavoro che dura tutta la vita. E comincia ora.

Auguro a tutti una grossa dose di fortuna. "
(David Foster Wallace)

...thanks to Roberto NATALINI per la traduzione... ;)

giovedì 30 giugno 2011

" - REDUCE - "

" Tutto può succedere, è successo, succederà ma la vita sopravvive: generazione su generazione.
Per quel che si può è meglio essere preparati al peggio, non perdere la speranza, fortificare in ogni senso le famiglie, le comunità. Prendersi cura dei vecchi, crescere i figli.
Non lasciarsi condurre mai più inconsapevoli e impotenti al macello.

A casa. Notte serena. Tutti dormono tranquilli.
...immagine di benessere, pace, squarcio di sereno tra disgrazie e tribolazioni che hanno infierito, sulla casa, nelle ultime generazioni. Non tanto un dovuto quanto un quotidianamente ricercato secondo le proprie capacità, le possibilità concrete. Sapendo che niente è assoluto... e la precarietà è radice di ogni affare umano.
L'amore, che fa coraggioso chi ama e forte chi è amato, unica consolazione.

Perchè allora questo tumulto di pensieri, questo sguardo circostanziato e circospetto che non trova sollievo nel modo in cui il mio mondo guarda ciò che lo circonda e se stesso?
Eppure contento. Contento di svegliarmi il mattino e nel buio della notte addormentarmi stanco.
Contento di vivere, dono sorprendente in alto... in largo... in basso... e nel profondo. "

.......................(Giovanni Lindo Ferretti - 2006)

sabato 23 aprile 2011

" ...sì, auguri! "

...spero sempre che chi governa, a tutti i livelli ed in qualunque ambito, ogni tanto legga quello che leggo io, ascolti quello che ascolto io, senta come sento io...

In questo momento di criticità sociale ognuno faccia la sua parte, per quel che gli compete.

C'è bisogno di una scossa, culturale, partecipata e democratica... il prima possibile, adesso!

Buona pasqua, di risurrezione... come sempre!!! :)

venerdì 31 dicembre 2010

" duemilaedieci... "

" Millenni di sonno mi hanno cullato
ed ora ritorno.
Qualcosa è cambiato,
non scorgo segnale che annunci la vita
eppure l'avverto...
ci son vibrazioni.
Che cosa vedranno tra poco i miei occhi,
magari saranno dei corpi di pietra...
li sento arrivare, li sento arrivare. "

giovedì 25 novembre 2010

" RIBELLATEVI! "

"Le critiche al Partito democratico io esito molto ad esprimerle perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta. Ma c’è alla base qualcosa su cui oggi è molto importante ragionare. Io vedo ancora una relativa debolezza della nostra risposta al grandissimo interrogativo che si è aperto sulla vicenda storica dell’Italia. Detto senza enfasi: sul destino degli italiani. Questo è il tema che sta dietro la vicenda Berlusconi. Sta qui il cuore del conflitto, cioè di come si configura la lotta tra progresso e reazione a fronte di quella che è ormai chiaramente una crisi della nazione.

La gente non è stupida. Capisce che, arrivati a questo punto, l’uscita di scena di Berlusconi è una necessità vitale ma sente che il problema è più complesso. Intuisce che il “Caimano” è, dopotutto, la febbre non la malattia. Quale malattia? Il fatto drammatico che per troppo tempo abbiamo cercato di non vedere e che, per certi aspetti, ci rimanda ai secoli della grande decadenza italiana. A prima del Risorgimento, quando Metternich considerava l’Italia «una espressione geografica», governata come era da tante Padanie, piccoli regni e ducati tenuti in piedi dallo straniero. Quando non eravamo un popolo libero ma una plebe che delegava la politica ai preti tanto da pensare che «Franza o Spagna purchè se magna».

L’attuale degrado dell’etica pubblica non è poi una grande novità. Questo è il dramma che sta avvenendo sotto i nostri occhi. La vita dei nostri figli e nipoti si sta già impoverendo, stiamo già uscendo dal club dei grandi che contano. E se dopo 150 anni da Porta Pia viene in discussione l’unità della nazione, una conseguenza è certa: il destino della gioventù italiana sarà irrilevante. I nostri figli resteranno ai margini del mondo nuovo. Qualcuno sta parlando così agli italiani? Sta dicendo così chiaramente che si è aperto uno «stato di eccezione» (come una guerra) e che nient’altro che questo impone un governo di “eccezione”, cioè di salvezza nazionale? Semplicemente questo è il problema che Bersani sta cercando di affrontare, certo alla sua maniera.

C’è così tanto da ridire? Però è vero che il messaggio di Bersani è oscurato da troppe cose. Intanto dalle divisioni interne al Partito democratico. Chi comanda? È difficile affidarsi a un partito il quale è talmente democratico che non conta nulla essere stato eletto segretario da 3 milioni di persone. Chiunque può invocare le “primarie” per rimettere tutto in discussione. Si ammetterà che non è facile guidare in queste condizioni una delicata iniziativa politica di “salvezza nazionale”.

Noi siamo ancora al punto che il primo che passa ci sfotte perché dice che non è chiaro se siamo alleati col “centro” oppure con la “sinistra”. Ma non è chiaro a chi? Certo a chi pensa che siamo nell'Inghilterra di Westminister e che Vendola è Gladston e Casini Disraeli. Come non si capisce che è la decadenza dell’Italia che chiede l’unità più larga in nome di riforme e cambiamenti radicali? I quali, però, sono sostenibili solo se qualcuno acquista l’autorità politica e morale per fare appello non solo a Vendola o a Casini ma alle energie profonde del paese, ovunque siano collocate.

Temo che una buona fetta del PD non abbia capito nemmeno che questa è la ragione d’essere di un partito nuovo rispetto ai partiti che fecero la Prima repubblica. È il nostro ruolo storico, è il terreno su cui possiamo affermare la nostra egemonia («vocazione maggioritaria», direbbe Veltroni) rispetto a una destra antinazionale, al leghismo, a formazioni neo-borboniche, a nuovi centri notabilari . Per non parlare di un’altra fetta del Pd che invece è affascinata dalle “narrazioni” di Nichi Vendola. Ma che cosa sta narrando questo mio vecchio amico pugliese? Io capisco tante cose, ne condivido perfino alcune. Ma anche Nichi mi sembra sostanzialmente fuori tema. Se non lo fosse si sarebbe assunto la responsabilità (forte anche della sua funzione di governatore della Puglia) di cominciare a rielaborare il nostro vecchio impianto della questione meridionale. Almeno in questo il Nord ha ragione, nel non accettare più il vecchio modo di stare insieme degli italiani.

È affrontando un tema come questo che si diventa leader di una sinistra unita. Io non so fare previsioni. So che la cricca che si è raccolta intorno a Berlusconi è disposta a tutto, perfino a tenersi stretta la camorra che controlla la “monezza” napoletana pur di non mollare il potere e le ricchezze su cui ha messo le mani. So però che le cose sono arrivate al punto che viene in campo, come bisogno storico, anche un’altra possibilità. È il bisogno di dare all’Italia quello che io chiamo un partito della nazione. Non un’altra reincarnazione della sinistra storica. Deve essere una forza nuova, capace di esprimere davvero una nuova “narrazione” circa il ruolo che un’Italia unita e progressista potrebbe avere in Europa e nel mondo. Non so che fine farà l'operazione politica e l’ipotesi di governo di cui parla Bersani. In ogni caso ricordiamoci che la politica non si esaurisce nella formazione dei governi. Dopo il lungo ciclo berlusconiano è tempo che la politica democratica torni ad essere la fucina di un “movimento reale”, quel tipo di movimento che «cambia lo stato di cose esistenti». È questo stato di cose che bisogna cambiare.

E le condizioni per farlo a me sembra che si stiano accumulando. Quando giro l’Italia e incontro la gente, la cosa che più mi colpisce è la situazione dei giovani. Un immenso deposito di energie e di creatività sprecato, umiliato, (davvero “rottamato”) delle logiche attuali di mercato: il denaro fatto col denaro, un’immensa rendita che grava sui produttori della ricchezza reale per pagare i lussi faraonici di un’oligarchia finanziaria. Così, alla maggioranza dei giovani resta solo il lavoro precario. Per colpa anche di noi vecchi che sulle loro spalle abbiamo trasferito l’onere di pagare l’immenso debito pubblico accumulato. Quindi non c’è per loro futuro, speranza, innovazione. Ribellatevi. Le vicende di ieri sono un buon segno." (Alfredo Reichlin)

sabato 2 ottobre 2010

" Avrei proprio voluto evitare... "

...anche perché trattasi di scuola, crescita, cultura, bambini… ma se la dirigente scolastica riprende il discorso… beh, scriviamocelo pure con franchezza: che VERGOGNA!

Mercoledì 15 settembre, anche a Bellizzi, inizia l’anno scolastico. Un appuntamento sempre carico di aspettative, spesso portatore di emozioni forti, per tutti marcatempo indelebile della crescita propria e dei propri familiari.

Pure la mia cucciolotta, a soli 29 mesi, s’incammina verso l’istruzione istituzionalizzata; contenta e convinta di muovere i primi passi verso l’autodeterminazione della propria indole. Quel desiderio nativo di conoscenza che spinge gli esseri umani all’affrancamento dal trascendente, dalla dipendenza sociale ed economica.

Al dunque:
...accompagniamo a scuola mia figlia, io e mia moglie.
Un buon impatto, la piccolina contentissima… la lasciamo in classe ed attendiamo nel cortile adiacente, insieme con altri genitori, fino all’uscita.
E’ il primo giorno di scuola, solo un’oretta d’ambientamento.
Nel fare due chiacchiere, anche con chi ha i bambini al secondo anno della materna, scopriamo che tutti aspettano il fantomatico elenco: le cose da comprare ai propri figli per consentire il regolare svolgimento delle lezioni.
Avrei pensato alle penne, ai colori, ai quaderni… invece mi specificano che addirittura, pure l’anno scorso, han dovuto comprare i bicchieri di plastica, le tovagliette, il sapone, la carta igienica!!! Possibile???

Sì, possibilissimo! Un cartello affisso nell’ingresso specifica proprio: CARTA IGIENICA!
…resto basito, mi limito ad immaginare un’amministrazione comunale che, all’inaugurazione dell’anno scolastico, ha augurato serenità… dimenticando di consigliare agli alunni di fare cacca a casa, prima di entrare in classe, soprattutto ai piccolini senza pannolino!!! :(
Ma non è tanto per fare caciara o strumentalizzare, non è capire a chi compete che cosa… è semplicemente l’attitudine alla comunità che viene costantemente a mancare.
Non è pensabile che un assessore, un sindaco o chicchessia non valuti la possibilità di spendere due parole con i dirigenti di un servizio comunale così importante: “Ci siamo, cominciamo… tutto ok? Ha da comunicarmi qualcosa?? Posso esserle/vi utile???”!!! Poi, anche senza fondi allocati specificatamente, qualche rotolo di carta igienica si fa presto a recuperarlo... no!?

Certo, può anche capitare che qualche dirigente dichiari il falso… vero? E' andata così? Han comunicato che tutto era sottocontrollo (!?) ed invece… han provveduto le mamme di tasca propria!!! Ditelo però... perchè fa un certo effetto leggere, da un autorevolissima (?!?) fonte, che:
"Con una lettera a firma del dirigente scolastico, dott.ssa Silvana D’Aiutolo: Si precisa e si ribadisce che il Comune di Bellizzi, nei tempi stabiliti, ha provveduto ad inviare al plesso materiale igienico. Si precisa, inoltre, che né la responsabile, né le docenti, né il personale non docente hanno chiesto ai signori genitori materiale igienico...".
Praticamente questo è stato un caso di isteria collettiva!?! I genitori che han fatto la spesa per la scuola ed han portato le buste piene nell'edificio eran dissociate mentalmente, forse sonnambule?!? Il cartello con la richiesta dei materiali indispensabili, che anche io ho letto perchè affisso, era uno scherzo!?!

La dottoressa D'Aiutolo mi spiegherà a voce l'accaduto, voglio capire fino a che punto sto diventando pazzo!!! Perchè prendere in giro le persone, insegnare a raccontare frottole o, addirittura, escogitare un metodo per fare scorte di carta igienica per casa propria... non è un buon modo di esercitare il delicatissimo mestiere dell'educatore-formatore.

domenica 23 maggio 2010

" Capaci? "

...capacissimi di non dimenticare, di impegnarci per continuare a tramandare, di evitare di abbandonare un concetto fondamentale: " Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini!"