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sabato 12 aprile 2025

"...ormai grande!!! 🥹"

Non è più la picciotta!

Ha compiuto 17 anni, inizia i 18... la maturità!!

Non viviamo più insieme e la "distanza" l'avverto, spesso la subisco, mi sforzo di s@pportarla.

Ho fatto il possibile per provare a "plasmarla"... ed un po' ci sono riuscito, mi compiaccio, ne sono fiero.

Adesso tocca a lei: #coraggio!!!



mercoledì 7 novembre 2018

" Esistenziale... "

Perché nella vita ci competono scelte, indirizzi e finalizzazioni. Anche quando ci accorgiamo di aver commesso degli errori, spesso un pò in ritardo, non possiamo che spingergi lontano solo coi pensieri...

Ogni passo lascia traccia, riesce a segnarci nei ragionamenti... troppo poco, però, nei condizionamenti fisici, esistenziali.

Si è unici, soli... anche quando ci si muove in branco.

Vivere è uno strappo verso gli altri, per trovar se stessi e compiacersi in merito a quanto in grado di lasciare: un'Esistenza!


lunedì 19 marzo 2018

" Papà... santo, artigiano, lavoratore... "

Il Santo Padre... anzi... papà!
Ma padre putativo... cioè a metà!!
Giuseppe l'artigiano, il lavoratore...!!!

Oggi la festa dei tanti Giuseppe... dei tanti papà che col lavoro, purtroppo, vanno sempre meno d'accordo... 😶

Coraggio! Non può piovere sempre... no???


venerdì 1 gennaio 2016

" ...ricominciaaamo!!! "

" È tempo che impariamo a camminare e a parlare come questa grande cosa dentro di noi ci dice di fare.

È tempo per miracoli migliori e più grandi... ed è tempo di parlare di questi, di vedere quanto ci siamo sbagliati e per quanto tempo...

Questo è un inizio non un supplizio.

La pace non implora altro che la propria realizzazione. "

(Charles Bukowski)

giovedì 19 marzo 2015

" ...a me, a mio padre, a nonno Peppe, a Peppino, a Pinuccio ed anche a Beppe! "


" Ci impegniamo!

Noi e non gli altri,
unicamente noi e non gli altri,
né chi sta in alto, né che sta in basso,
né chi crede, né chi non crede.

Ci impegniamo:
senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
senza giudicare chi non si impegna,
senza accusare chi non si impegna,
senza condannare chi non si impegna,
senza cercare perché non si impegna.

Se qualche cosa sentiamo di potere,
e lo vogliamo fermamente,
è su di noi, soltanto su di noi.

Il mondo si muove
se noi ci muoviamo,
si muta se noi ci facciamo nuovi,
ma imbarbarisce
se scateniamo la belva
che c'è in ognuno di noi.

Ci impegniamo:
per trovare un senso alla vita!
A questa vita una ragione,
che non sia una delle tante ragioni
che bene conosciamo...
e che non ci prendono il cuore.

Ci impegniamo!

Non per riordinare il mondo,
non per rifarlo...
ma per amarlo. " ...

lunedì 15 settembre 2014

" ...alla scoperta!!! "

Oggi l'inizio dell'asilo comunale per Veve'
 e la seconda elementare per Fefe'... :D

Continuate a farvi mille domande.
Anche a scuola proveranno a rispondervi...
 per capire, per crescere...
 e poi vivere, esistere e resistere!

venerdì 27 giugno 2014

" ...gli anta! ;) "


" Se è solo nell'acqua limpida che ti puoi specchiare, allora guariscimi, Dio della quantità, dall'affanno e da me!
 Dammene da godere della Quantità incommensurabile, ma non ingolfarmi, non farmi perdere nel niente, nel frastuono, nel ristagno, non farmi incasellare i giorni in quelle formette da dolci, giacché nessun giorno è una vaschetta. E' uno sfiato...
 Danne ancora al mio cuore... il mio cuore!
E' morto mille volte almeno, il mio cuore. Ha vissuto morendo, covando la morte in sé, se l'è tenuta attaccata, ben stretta, senza distinguerla, ed è morto cento volte al giorno.
E' la vita... ma è certo, non si muore tutte le mattine, si muore una volta sola.

L'età migliore, non c'è che dire, è quaranta.
L'età in cui inizi a non fare più le cose che non dovresti fare.
Fino ad allora continui sempre a fare gli stessi errori, e dici uh uh... accidenti a me... era sbagliato, e intanto però è la stessa storia, e va sempre avanti al solito modo.
 E' solo allora che si impara a non fare, che è anche più importante di fare.
Trenta è ancora niente, è ancora giovane. Ma da lì in poi, è meglio.
Niente ti porta più via. You become a man!

 Lo vedi... si può camminare su e giù per questa via per anni... senza che serva a niente.
Non se ne accorgerà nessuno... lo devono sapere, invece! ...bisogna costringerli a saperlo!
 Io chiedo, telefono, molesto, ci vado a bussare. Le parole devono smetterla di essere un muro!
 Bisogna camminarla, la strada! Non immaginarsela soltanto.
 Da grandi camminatori, come Rimbaud, con le piaghe ai piedi e i pugni chiusi nelle tasche sfondate... "

(Vinicio Capossela)

giovedì 17 aprile 2014

" ...stanotte... "

...torno a casa prima di mezzanotte... ed ho accompagnato una giovanissima a casa, che mi dice: "...io penso che ce la facciamo!".
Intorno un bell'odore di pastiera... un po' di pioggia... e spazzatura da buttare...: volantini elettorali che neanche a Pasqua ti lasciano stare! ;)
Quella bella coppia che ci crede... ed io che spero di sbagliarmi, che per loro non sarà un errore grave... con quel fagottino parecchio stanco... :)
Le bamboline nel lettone... con la mamma a far da divisore; spostandole, ognuna nel suo letto... mi stringono forte forte... mica per paura della notte?! E' il saluto, il loro dirmi: "ciao... ma a quest'ora ti ritiri? Volevamo chiacchierare... e sei troppo spesso fuori a parlare, a provare a ragionare...".

Ci sono notti che non bastano, che dovrebbero durare molto più a lungo... almeno il tempo per rinsavire, esattamente da riuscire a capire che cosa muove il cambiamento, quello vero che sentiamo dentro.
Quando provo ad analizzarmi... mi scopro fragile ma costante, pronto a tutto... con una variante:
non ti fidare, meglio mollare se non lo ritieni... entusiasmante!

#coraggio

*****

"I galli dell'alba ci sorprendevano mentre cercavamo di riordinare le numerose casualità incatenate che avevano reso possibile l'assurdo, ed era evidente che non lo facevamo per una semplice ansia di chiarire misteri, ma piuttosto perché nessuno di noi poteva continuare a vivere senza sapere con esattezza qual era il posto e la missione che ci aveva assegnato la fatalità."
Gabriel Garcia Marquez :(

venerdì 14 febbraio 2014

" ...capace d'amare... "

" Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.

Quando sarò capace d'amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino.

Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero,
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che...
se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa...
lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa.

Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero,
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.

Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene,
senza la smania di dimostrare,
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti,
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso,
percepire che anche il sonno è vita... e non riposo.

Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore che
non avesse alcun appuntamento col dovere,

un amore senza sensi di colpa, senza alcun rimorso,
egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni, senza altre strane deviazioni...
che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare. "

(Giorgio Gaber)

lunedì 2 dicembre 2013

" V day: il giorno dei valori popolari... "

Ancora una volta il Movimento Cinque Stelle ha mostrato la sua vera faccia: il Populismo, il valore del Popolo!

Un paio di secoli fa, in Russia, veniva esaltato il socialismo agricolo; anche in Italia, dagli anni 70 del secolo scorso, muove i primi passi l'agricoltura sociale; oggi, il mondo popolare, si identifica, a larghissima maggioranza, con la disaffezione totale alla classe dirigente del nostro Paese.

Non vi è più scampo, nessuna via d'uscita. Insostenibile il continuo scollamento tra economia reale, popolare ed economia lobbista, al soldo dei soliti privilegiati.

Nelle scuole pubbliche, di ogni ordine e grado, si discute di sponsorizzazioni private, di accesso limitato e limitante.
Nel mondo del lavoro (...quello rimasto...) le disparità di trattamento, tra soggetti con eguali diritti, si affrontano in modo sommerso o, quando si può, espatriando.
Nelle famiglie si evidenziano problemi legati all'alimentazione, con dati di spesa che sfiorano il dopoguerra... con il 70% - 7 famiglie su 10 - che continua a ridurre gli acquisti per la tavola, in quantità ed in qualità!
E poi l'ambiente, il clima... :(

Inutile soffermarsi su quanto questa pandemia influisca sullo Stato Sociale in modo diretto, coincidendo, inoltre, con le continue ristrettezze, imposte, in fatto di Spesa Sociale.

Solo una sana rivoluzione salverà il pianeta. Non escludo che debba piombarci addosso a breve, tipo il blocco dei tir per lo sciopero del 9 dicembre, ma io continuo a sperare, anzi... a cospirare contro il lugubre sistema partitico italiano.

Il potere al popolo sovrano!
Dai territori la scommessa sul cambiamento, dai singoli comuni l'attentato al lurido clientelismo, dai cittadini la guerra alla connivenza con la mala politica.

I sette punti di Grillo, dal palco di Genova, hanno chiarito le proposte, oltre alle proteste... adesso?
Diamoci da fare, un bel "Vday" ovunque, anche a Bellizzi... jamm' bell'!!! ;D

lunedì 25 novembre 2013

" Donne, dove siete andate a finire??? ;( "

Oggi ci si ricorda dei tanti crimini che sopportate da anni, delle violenze subite e, spesso, sottaciute..., dei guai che l'altro sesso continua a sfogare su di voi.
Ci riformuleranno tutte le belle teorie sul rispetto, sulla fierezza della denuncia, sull'emancipazione... :(((
Ma, credetemi, è il concetto stesso di Donna che viene meno... troppo spesso, irrimediabilmente vilipeso dalla cultura "dominante"!!!

L'universo femminile è la spinta ideale, la miccia, il vero inizio: dalla nascita alla crescita, dal parto all'allattamento. Vi tocca, vi spetta, vi compete!
Perché per troppo tempo avete lasciato correre? Avete lavorato per il "concreto"?? Avete lasciato il "superficiale" all'uomo??? No, no... proprio no!

Bisognerà immaginare un cambio di paradigma, un coinvolgimento più diretto, una partecipazione attiva ed interessata alle cose della cosa pubblica.
Chi meglio di voi saprebbe guardare al futuro con occhi veri, con l'idea di lasciare un domani più consono alle libere aspettative dei nostri figli?

Addirittura, stasera, leggo di due diverse manifestazioni, a Bellizzi, per la stessa idea di informazione/denuncia!!! :(
Ma provare ad unirle, ad unirsi? Provare a comportarsi diversamente dai maschi, perennemente in lotta pro territorio?? Eterni rivali, convinti che il "divide et impera" possa portare ancora risultati!?

Non lasciatevi abbindolare, usare e consumare... siate alternative alla rozzezza politica degli ultimi decenni, provateci! Capite cosa significa mettersi "insieme" dentro un'idea partitica delle donne pro Berlusconi???
Incredibile, irriverente ed umiliante!

Coraggio... insegnateci a far nascere una realtà diversa, a nutrirla e a farla crescere nel migliore dei mondi possibili: una rivoluzione rosa! ;)

mercoledì 18 settembre 2013

" ...commovente... con rabbia!!! "

" Non me la sento più di essere moderato, di rimanere entro "certi limiti".

Quali limiti? I limiti sono stati superati.

Il Parlamento è formato da una schiera di servi. La Corte Costituzionale è un gerontocomio che prende decisioni, come sulla legge elettorale, dopo anni di pacate riflessioni. Il presidente della Repubblica rieletto per la seconda volta è di fatto anticostituzionale. La giustizia è bloccata da nove milioni di processi in corso che saranno smaltiti alla morte degli imputati. Un truffatore fiscale condannato in via definitiva invece di essere cacciato dal Senato è trattato come uno statista.

Non voglio essere moderato mentre l'Italia è stuprata.

Essere moderato equivale oggi a girarsi dall'altra parte. Sono stanco di dover spiegare a dei rimbambiti dalla televisione per l'ennesima volta cose ovvie anche per un bambino. Cosa vuoi spiegare a chi non vuol sentire? La violenza non paga, è vero, ma è il Sistema a usare violenza contro i cittadini. Lo fa ormai alla luce del sole.estino dichiarazio

Mentire, rubare, corrompere sono diventati atti politici. Appartengono alla sfera della negoziazione, dei patti sottobanco, dello status quo,

Bottino Craxi non è un più un latitante, ma un perseguitato e il suo ex scudiero Amato, uno sgorbio istituzionale, una risorsa della Nazione.

Qual è il limite oltre il quale non ci sono più limiti?

Gli indifferenti mi fanno più schifo dei delinquenti. Stanno a guardare, come se la cosa pubblica non gli appartenesse e poi votano per mantenere i loro piccoli e grandi privilegi.

Guardare i telegiornali di regime ti fa ribollire il sangue, ma devi rimanere calmo, moderato, sulla poltrona con tua moglie che ti chiede di non gridare. "Non ti sentono! E' inutile!". Tu devi sfogarti in qualche modo o buttare la televisione dalla finestra, ma devi moderarti come quando qualcuno ti dice che "bisogna" fare qualcosa mentre lui, questo parassita, non muove un dito, né lo ha mai mosso in vita sua, vero guardone della democrazia. Essere moderati, parlare forbito, non alzare i toni, non dire nulla di sconveniente mentre ti svaligiano la casa, ti tolgono la sovranità nazionale, ti rubano il futuro.

Questo vogliono. Moderazione, silenzio, educazione.

Prendete esempio dalla compostezza di un Napolitano, dalla serietà di Capitan Findus Letta, dalla controllata sicumera di D'Alema, dai leader dei moderati Monti e Casini.

Non siate sgarbati, non dite parolacce, non turbate l'ordine costituito.

Questi sventolano un drappo rosso verso i cittadini. Moderati si muore.

Noi supereremo i limiti. Usciremo dalla gabbia. Saremo maleducati, civilmente maleducati.

E, con la massima cortesia, li manderemo a fanculo. "

(Beppe Grillo)

sabato 2 febbraio 2013

" ...giovani giovanotti!!! :( "

...giusto 24h, stessa tastiera, stesso monitor, stesso facebook... un pessimo esempio, secondo me, di buone nuove nell'ormai stantio modo di fare in politica... seguitemi:

- nel mio comune, una delibera...
- l'ideatore è un giovane assessore (che non mi pregia dell'amicizia online!?) che contatto su FB, nella sua OFFICIAL PAGE...

Massimo Paolini Official

- risposta, rigorosamente, in pvt... (evito alcuni passaggi fuori tema!!!)


MP massimo paolini (lui)
AG antonio granato (io)

***

MP: Non ho capito quello che hai scritto

MP: Una giornata sulla neve con un pulman di 50 persone.Il costo del pulman e'di esattamente 340 euro Una giornata per ragazzi e adulti aggregazione socializzazione divertimento e sopratutto una giornata diversa per persone che non hanno un euro e non possono nemmeno avere il piacere di passare una giornata "diversa".Non capisco..mah .Tra poco in assenza di elementi di parla se le formice sono 100 o 102 

AG: ...perché mi rispondi in pvt? Mica stiamo fomentando guerre??? 

MP: anto tu si paranoico eviti di parlare di persona e poi dici in pvt...ma dai
... ... ...

AG: ??? ...evito??? Paranoico tecnicamente é positivo? Sei tu il prof!!! 

MP: Infatti hai colto nel segno! I paranoici vivono mondi paralleli un po come sid Barret
comunque anto in merito al fatto di roccaraso la storia sta cosi e l'ho scritto anche si un commento la cosa e'partita dai ragazzi ... ... ... e altri ragazzi e ... ... ... mi hanno detto se li volevo portare sulla neve inizialmente o pensato laceno ma li la.neve c'e' e no quindi mi sono informato e visto il costo ridotto esattamente 340ho deciso di portarli sulla delibera il costo di 500 e'il tetto massimo entro cui devono pervenire le offerte. le offerte sono in ribasso....ergo

AG: ...però la scelta dei 50?

MP: in che senso tony?

AG: ...50 a caso o scelti come? E' importante...

MP: 50 perche di piu costava di piu

AG: ...la scelta dei 50!!! Massimooo!!!!!!!!!!!

MP: le prime domande protocollate con precedenza ai bisognosi sempre

AG: ...beh, chiariscilo bene... daiii!!! Contatti, protocollo, bisognosi... 

MP: c'e'il motivo per cui e'nata questa gita anto'le prime 50domande che arrivano al protocollo entrano ma quelli ... ... ... ed altri segnalati ... ... ... gia sono in lista gita a roccaraso? la prima volta dopo 20 anni a bellizzi.P.s:la neve c'e'sempre stata in 4 anni ho fatto 7 gite nei 5precedenti ....una prima delle elezioni gite per tutte le fasce sociali.l'ultima volta abbiam fatto un bel giro culturale di musei a napoli l'altra volta alla reggia a caserta l'altra a pietralcina l'altra a padrepio poi san gregorio arneno

AG: ...vabbuò, ho riletto sul sito di Mimì la delibera... è scritta malissimo e non spiega quello che tu scrivi!

MP: e vabbuo' o caxx toto'! sono Fatti! comunque.Le delibere non le scrivo io.fatto sta che tra poco
andiamo a farci un bel giro a roccaraso quantomenonla vera soddisfazione e'aver fatto contento un sacco di gente che diversamente per vedere un po di ghiaccio non puo aprire nemmeno il congelatore

AG: ...contento tu... divertiti! 

MP: Contenti gli altri

AG: ...certo, tutti!

MP: e i tantissimi che me l'hanno chiesto e ringraziato infatti!
... ... ...

AG: ...ad personam... anzi... ad pullman!!! :(((

MP: si ! 340 euro il pulman per roccaraso un affare a parte che poi ... ... ... fatto un avviso pubblico...quindi in concorrenza se lo potrebbe aggiudicare anche una linea che offre meno di 340.e dove lo trovi un pulman a sto prezzo

AG: ...un affare per la visibilità d'Insieme!!! ;(

MP: insieme? ma se e'fatto dal mio assessorato!!!! ognuno vede cio che vuole.io vedo la gioia dei ragazzi che me l hanno chiesti o e dei tanti che mi ringraziano perche no avendo un caxxo diceuro cosi passano una giiirnata dicersa gratuitamente

AG: ...giusto, la visibilità tua! 

MP: della povera gente a sto punti pure gesucrusto era un narcisista

AG: ...il punto non è fare... è fare bene!

MP: Assolutamente convinto.Ma chi nin fa no sbagkia e nn fa bene

AG: ...ok, ammetti lo sbaglio... e correggi almeno nella tua pagina, sotto il mio commento... daiii!!!! 

MP: anto pero non mi dire che oramai appartieni anche tu alla categirua di chi vede sempre cose cattice cattice quale sbaglio!?

AG: ...no, anzi... però vedo che la delibera non chiarisce chi partecipa, dice i primi 50 al protocollo... tant'è!

MP: ... ... ...

AG: ...tu invece mi scrivi che tot posti son già assegnati a chi ti ha richiesto il tutto... giusto?

MP: anto io dico che hanno la priorita'i busognosu e saranno lori a fare per primi la domanda

AG: MASSIMO non devi dirlo a me, lo devi deliberare!!!

MP: totonno io faccio il politico...diciamo cosi.bin il capoarea e poi quelli segnalati dall ass sociale saranno i prini a proticillare nu poc e scaltrezz anto'

AG: ??? ...come fai a saperlo??? Se per primo vanno a protocollare i 50 più ricchi di Bellizzi??? Jaaaa.... :(((

MP: Anto! svegkiaaaaaaaa

AG: Scaltrezza??? Munnezza!!! :(((

MP: svegliaaaaaaaa e sta tastirf del cell di merd comunque quali piu ricchi e il cazzo

AG: ...hai un ruolo, usalo nel miglior modo possibile!!!

MP: anto vieniti a fare u giro quando partiami con il bus e poi farliami...sui fatti.

AG: ...fai solo finta di non capire... ed è grave! ...altrimenti mi significa che... hai troppo sonno!!! 

MP: anto tu nn vuoi comprende vieni quando parte ik bus e poi parli c e'una sottile differenza tra noi.tu scrivi e parli.io faccio i fatti ed e'stato sempre cosi

AG: ...vabbuò, vediamo cosa ne pensa la rete... dei tuoi fatti!!! 

MP: la rete?! ahahah la vita la gente che salira'sul pukman e le foto cge faro' di chi sara'li sai che figur e merd ca faj sono tutte persone indigenti cine sempre anto'

AG: ...ottima notte! ;(

MP: e stato sempre cosi e cosi sara'sempre
notte!!!


***
...mi cadono le braccia, disperata speranza... :(




lunedì 15 ottobre 2012

" ...consigliatissimo!!! "


Non mi capitava da tempo, giuro: leggere in circa tre ore un romanzo appena acquistato.

Un coinvolgimento simile lo ricordo per "due di due" di A.De Carlo, "cronaca di una morte annunciata" di G.G.Marquez e pochissimi altri... forse, ma con diverso impegno, anche per "se una notte d'inverno un viaggiatore" di I.Calvino e "le voci del mondo" di R.Schneider. Insomma, per pochissimi (e)letti!!! ;)

Le capacità empatiche dell'autore sono di un livello superiore, scrive lasciandoti dentro un sentire che è l'esatta percezione di ciò che accade.
La sua storia è l'immersione nell'io di ognuno, nell'irragionevolezza delle emozioni, nella concretezza dei sentimenti...

Il libro è "fai bei sogni", l'autore Massimo Gramellini.
Divoratelo!!!

domenica 25 dicembre 2011

" Questa è acqua, questa è acqua! "

" Un saluto a tutti e le mie congratulazioni alla classe 2005 dei laureati del Kenyon college. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all'altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com'è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”
È una caratteristica comune ai discorsi nelle cerimonie di consegna dei diplomi negli Stati Uniti di presentare delle storielle in forma di piccoli apologhi istruttivi. La storia è forse una delle migliori, tra le meno stupidamente convenzionali nel genere, ma se vi state preoccupando che io pensi di presentarmi qui come il vecchio pesce saggio, spiegando cosa sia l’acqua a voi giovani pesci, beh, vi prego, non fatelo. Non sono il vecchio pesce saggio. Il succo della storia dei pesci è solamente che spesso le più ovvie e importanti realtà sono quelle più difficili da vedere e di cui parlare. Espresso in linguaggio ordinario, naturalmente diventa subito un banale luogo comune, ma il fatto è che nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti, i banali luoghi comuni possono essere questioni di vita o di morte, o meglio, è questo ciò che vorrei cercare di farvi capire in questa piacevole mattinata di sole.

Chiaramente, l’esigenza principale in discorsi come questo è che si suppone vi parli del significato dell vostra educazione umanistica, e provi a spiegarvi perché il diploma che state per ricevere ha un effettivo valore sul piano umano e non soltanto su quello puramente materiale. Per questo, lasciatemi esaminare il più diffuso stereotipo nei discorsi fatti a questo tipo di cerimonie, ossia che che la vostra educazione umanistica non consista tanto “nel fornirvi delle conoscenze”, quanto “nell'insegnarvi a pensare”.

Se siete come me quando ero studente, non vi sarà mai piaciuto ascoltare questo genere di cose, e avrete tendenza a sentirvi un po’ insultati dall'affermazione che dobbiate aver bisogno di qualcuno per insegnarvi a pensare, poiché il fatto stesso che siete stati ammessi a frequentare un college così prestigioso vi sembra una dimostrazione del fatto che già sapete pensare. Ma vorrei convincervi che lo stereotipo dell’educazione umanistica in realtà non è per nulla offensivo, perché la vera educazione a pensare, che si pensa si debba riuscire ad avere in un posto come questo, non riguarda affatto la capacità di pensare, ma piuttosto la scelta di cosa pensare. Se la vostra assoluta libertà di scelta su cosa pensare vi sembrasse troppo ovvia per perdere del tempo a discuterne, allora vorrei chiedervi di pensare al pesce e all'acqua, e a mettere tra parentesi anche solo per pochi minuti il vostro scetticismo circa il valore di ciò che è completamente ovvio.

Ecco un’altra piccola storia istruttiva. Ci sono due tizi che siedono insieme al bar in un posto sperduto e selvaggio in Alaska. Uno dei due tizi è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo sull'esistenza di Dio, con quell'intensità particolare che si stabilisce più o meno dopo la quarta birra. E l’ateo dice: “Guarda, non è che non abbia ragioni per non credere. Ho avuto anche io a che fare con quella roba di Dio e della preghiera. Proprio un mese fa mi sono trovato lontano dal campo in una terribile tormenta, e mi ero completamente perso e non riuscivo a vedere nulla, e facevano 45 gradi sotto zero, e così ho provato: mi sono buttato in ginocchio nella neve e ho urlato ‘Oh Dio, se c’è un Dio, mi sono perso nella tormenta, e morirò tra poco se tu non mi aiuterai’.” E a questo punto, nel bar, il credente guarda l’ateo con aria perplessa “Bene, allora adesso dovrai credere” dice, “sei o non sei ancora vivo?” E l’ateo, alzando gli occhi al cielo “Ma no, è successo invece che una coppia di eschimesi, che passava di lì per caso, mi ha indicato la strada per tornare al campo.”

È facile interpretare questa storiella con gli strumenti tipici dell’analisi umanistica: la stessa precisa esperienza può avere due significati totalmente diversi per due persone diverse, avendo queste persone due diversi sistemi di credenze e due diversi modi di ricostruire il significato dall'esperienza. Poiché siamo convinti del valore della tolleranza e della varietà delle convinzioni, in nessun modo la nostra analisi umanistica vorrà affermare che l’interpretazione di uno dei due tizi sia giusta a quella dell’altro falsa o cattiva. E questo va anche bene, tranne per il fatto che in questo modo non si riesce mai a discutere da dove abbiano origine questi schemi e credenze individuali. Voglio dire, da dove essi vengano dall'INTERNO dei due tizi. Come se l’orientamento fondamentale verso il mondo di una persona e il significato della sua esperienza fossero in qualche modo intrinseci e difficilmente modificabili, come l’altezza o il numero di scarpe, o automaticamente assorbiti dal contesto culturale, come il linguaggio. Come se il modo in cui noi costruiamo il significato non fosse in realtà un fatto personale, frutto di una scelta intenzionale. Inoltre, c’è anche il problema dell’arroganza. Il tizio non credente è totalmente certo nel suo rifiuto della possibilità che il passaggio degli eschimesi abbia qualche cosa a che fare con la sua preghiera. Certo, ci sono un sacco di credenti che appaiono arroganti e anche alcune delle loro interpretazioni. E sono probabilmente anche peggio degli atei, almeno per molti di noi. Ma il problema del credente dogmatico è esattamente uguale a quello del non credente: una certezza cieca, una mentalità chiusa che equivale a un imprigionamento così totale che il prigioniero non si accorge nemmeno di essere rinchiuso.

Il punto che vorrei sottolineare qui è che credo che questo sia una parte di ciò che vuole realmente significare insegnarmi a pensare. A essere un po’ meno arrogante. Ad avere anche solo un po’ di coscienza critica su di me e le mie certezze. Perché una larga percentuale di cose sulle quali tendo a essere automaticamente certo risulta essere totalmente sbagliata e deludente. Ho imparato questo da solo e a mie spese, e così immagino sarà per voi una volta laureati.

Ecco un esempio della totale falsità di qualche cosa su cui tendo ad essere automaticamente sicuro: nella mia esperienza immediata, tutto tende a confermare la mia profonda convinzione che io sia il centro assoluto dell’universo, la più reale e vivida e importante persona che esista. Raramente pensiamo a questa specie di naturale, fondamentale egocentrismo, perché è qualche cosa di socialmente odioso. Ma in effetti è lo stesso per tutti noi. È la nostra configurazione di base, codificata nei nostri circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non c’è nessuna esperienza che abbiate fatto di cui non ne siate il centro assoluto. Il mondo, così come voi lo conoscete, è lì davanti a VOI o dietro di VOI, o alla VOSTRA sinistra o alla VOSTRA destra, sulla VOSTRA TV o sul VOSTRO schermo. E così via. I pensieri e i sentimenti delle altre persone devono esservi comunicati in qualche modo, ma i vostri sono così immediati, urgenti, reali.

Adesso vi prego di non pensare che io voglia farvi una lezione sulla compassione o la sincerità o altre cosiddette “virtù”. Il problema non è la virtù. Il problema è di scegliere di fare il lavoro di adattarsi e affrancarsi dalla configurazione di base, naturale e codificata in noi, che ci fa essere profondamente e letteralmente centrati su noi stessi, e ci fa vedere e interpretare ogni cosa attraverso questa lente del sé. Le persone che riescono ad adattare la loro configurazione di base sono spesso descritti come “ben adattati”, che credo non sia un termine casuale.
Considerando la trionfale cornice accademica in cui siamo, viene spontaneo porsi il problema di quanto di questo lavoro di autoregolazione della nostra configurazione di base coinvolga conoscenze effettive e il nostro stesso intelletto. Questo problema è veramente molto complicato. Probabilmente la più pericolosa conseguenza di un’educazione accademica, almeno nel mio caso, è che ha permesso di svilupparmi verso della roba super-intellettualizzata, di perdermi in argomenti astratti dentro la mia testa e, invece di fare semplicemente attenzione a ciò che mi capita sotto al naso, fare solo attenzione a ciò che capita dentro di me.
Come saprete già da un pezzo, è molto difficile rimanere consapevoli e attenti, invece di lasciarsi ipnotizzare dal monologo costante all'interno della vostra testa (potrebbe anche stare succedendo in questo momento). Vent'anni dopo essermi laureato, sono riuscito lentamente a capire che lo stereotipo dell’educazione umanistica che vi “insegna a pensare” è in realtà solo un modo sintetico per esprimere un’idea molto piu significativa e profonda: “imparare a pensare” vuol dire in effetti imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all'esperienza. Perché, se non potrete esercitare questo tipo di scelta nella vostra vita adulta, allora sarete veramente nei guai. Pensate al vecchio luogo comune della “mente come ottimo servitore, ma pessimo padrone”. Questo, come molti luoghi comuni, così inadeguati e poco entusiasmanti in superficie, in realtà esprime una grande e terribile verità. Non a caso gli adulti che si suicidano con armi da fuoco quasi sempre si sparano alla testa. Sparano al loro pessimo padrone. E la verità è che molte di queste persone sono in effetti già morte molto prima di aver premuto il grilletto.

E vi dico anche quale dovrebbe essere l’obiettivo reale su cui si dovrebbe fondare la vostra educazione umanistica: come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui “in ogni momento” siete unicamente, completamente, imperiosamente soli. Questo potrebbe suonarvi come un’iperbole o un’astrazione senza senso. Cerchiamo di essere concreti. Il fatto puro e semplice è che voi laureati non avete ancora nessun’idea di cosa “in ogni momento” significhi veramente. Questo perché nessuno parla mai, in queste cerimonie delle lauree, di una grossa parte della vita adulta americana. Questa parte include la noia, la routine e la meschina frustrazione. I genitori e i più anziani tra di voi sapranno anche troppo bene di cosa sto parlando.

Tanto per fare un esempio, prendiamo una tipica giornata da adulto, e voi che vi svegliate la mattina, andate al vostro impegnativo lavoro da colletto-bianco-laureato-all'università, e lavorate duro per otto o dieci ore, fino a che, alla fine della giornata, siete stanchi e anche un po’ stressati e tutto ciò che vorreste sarebbe di tornarvene casa, godervi una bella cenetta e forse rilassarvi un po’ per un’oretta, per poi ficcarvi presto nel vostro letto perché, evidentemente, dovrete svegliarvi presto il giorno dopo per ricominciare tutto da capo. Ma, a questo punto, vi ricordate che non avete nulla da mangiare a casa. Non avete avuto tempo di fare la spesa questa settimana a causa del vostro lavoro così impegnativo, per cui, uscendo dal lavoro, dovete mettervi in macchina e guidare fino al supermercato. È l’ora di punta e il traffico è parecchio intenso. Per cui per arrivare al supermercato ci mettete moltissimo tempo, e quando finalmente arrivate, lo trovate pieno di gente, perché naturalmente è proprio il momento del giorno in cui tutti quelli che lavorano come voi cercano di sgusciare in qualche negozio di alimentari. E il supermercato è disgustosamente illuminato e riempito con della musica di sottofondo abbrutente o del pop commerciale, ed è proprio l’ultimo posto in cui vorreste essere, ma non potete entrare e uscire rapidamente, vi tocca vagare su e giù tra le corsie caotiche di questo enorme negozio super-illuminato per trovare la roba che volete e dovete manovrare con il vostro carrello scassato nel mezzo delle altre persone, anche loro stanche e di fretta come voi, con i loro carrelli (eccetera, eccetera, ci do' un taglio poiché è una cerimonia piuttosto lunga) e alla fine riuscite a raccogliere tutti gli ingredienti della vostra cena, e scoprite che non ci sono abbastanza casse aperte per pagare, anche se è l’ora-di-punta-di-fine-giornata. Cosi la fila per pagare è incredibilmente lunga, che è una cosa stupida e che vi fa arrabbiare. Ma voi non potete sfogare la vostra frustrazione sulla povera signorina tutta agitata alla cassa, che è super-stressata da un lavoro la cui noia quotidiana e insensatezza supera l’immaginazione di ognuno di noi qui in questa prestigiosa Università.

Ma in ogni modo, finalmente arrivate in fondo a questa fila, pagate per il vostro cibo, e vi viene detto “buona giornata” con una voce che è proprio la voce dell’oltretomba. Quindi dovete portare quelle orrende, sottili buste di plastica del supermercato nel vostro carrello con una ruota impazzita che spinge in modo esasperante verso sinistra, di nuovo attraverso il parcheggio affollato, pieno di buche e di rifiuti, e guidare verso casa di nuovo attraverso il traffico dell’ora di punta, lento, intenso, pieno di SUV, ecc.

A tutti noi questo è capitato, certamente. Ma non è ancora diventato parte della routine della vostra vita effettiva di laureati, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno. Ma lo sarà. E inoltre ci saranno tante altre routine apparentemente insignificanti, noiose e fastidiose. Ma non è questo il punto. Il punto è che è proprio con stronzate meschine e frustranti come questa che interviene la possibilità di scelta. Perché il traffico e le corsie affollate del supermercato e la lunga coda alla cassa mi danno il tempo di pensare, e se io non decido in modo meditato su come pensare e a cosa prestare attenzione, sarò incazzato e infelice ogni volta che andrò a fare la spesa. Perché la mia naturale configurazione di base è la certezza che situazioni come questa riguardino solo me. La MIA fame e la MIA stanchezza e il MIO desiderio di andarmene a casa, e mi sembrerà che ogni altra persona al mondo stia lì ad ostacolarmi. E chi sono poi queste persone che mi ostacolano? E guardate come molti di loro sono repellenti, e come sembrano stupidi e bovini e con gli occhi spenti e non-umani nella coda alla cassa, o anche come è fastidioso e volgare che le persone stiano tutto il tempo a urlare nei loro cellulari mentre sono nel mezzo della fila. E guardate quanto tutto ciò sia profondamente e personalmente ingiusto.

Oppure, se la mia configurazione di base è più vicina alla coscienza sociale e umanistica, posso passare un bel po’ di tempo nel traffico di fine giornata a essere disgustato da tutti quei grossi, stupidi SUV e Hummers e furgoni con motori a 12 valvole, che bloccano la strada e consumano il loro costoso, egoistico serbatoio da 40 galloni di benzina, e posso anche soffermarmi sul fatto che gli adesivi patriottici e religiosi sembrano essere sempre sui veicoli più grandi e più disgustosamente egoisti, guidati dai più brutti, più incoscienti e aggressivi dei guidatori. (Attenzione, questo è un esempio di come NON bisogna pensare…) E posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sprecato tutto il carburante del futuro e avere probabilmente fottuto il clima, e che noi tutti siamo viziati e stupidi ed egoisti e ripugnanti, e che la moderna civiltà dei consumi faccia proprio schifo, e così via.

Avete capito l’idea.

Se scelgo di pensare in questo modo in un supermercato o sulla superstrada, va bene. Un sacco di noi lo fanno. Tranne che il fatto di pensare in questo modo diventa nel tempo così facile e automatico che non è più nemmeno una vera scelta. Diventa la mia configurazione di base. È questa la modalità automatica in cui vivo le parti noiose, frustranti, affollate della mia vita da adulto, quando sto operando all'interno della convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono ciò che determina le priorità del mondo intero.

In realtà, naturalmente, ci sono molti modi diversi di pensare in questo tipo di situazioni. Nel traffico, con tutte queste macchine ferme e immobili davanti a me, non è impossibile che una delle persone nei SUV abbia avuto un orribile incidente d’auto nel passato, e adesso sia cosi terrorizzata dal guidare che il suo terapista le ha ordinato di prendere un grosso e pesante SUV, così che possa sentirsi abbastanza sicura quando guida. O che quell’Hummer che mi ha appena tagliato la strada sia forse guidato da un padre il cui figlio piccolo è ferito o malato nel sedile accanto a lui, e stia cercando di portarlo in ospedale, ed abbia quindi legittimamente molto più fretta di me: in effetti sono io che blocco la SUA strada.

Oppure posso sforzarmi di considerare la possibilità che tutti gli altri nella fila alla cassa del supermercato siano stanchi e frustrati come lo sono io, e che alcune di queste persone probabilmente abbiano una vita molto più dura, noiosa e dolorosa della mia.

Di nuovo, vi prego di non pensare che vi stia dando dei consigli morali, o vi stia dicendo che dovreste pensare in questo modo, o che qualcuno si aspetta da voi che lo facciate. Perché è difficile. Richiede volontà e fatica, e se voi siete come me, in certi giorni non sarete capaci di farlo, o più semplicemente non ne avrete voglia.

Ma molte altre volte, se sarete abbastanza coscienti da darvi la possibilità di scegliere, voi potrete scegliere di guardare in un altro modo a questa grassa signora super-truccata e con gli occhi spenti che ha appena sgridato il suo bambino nella coda alla cassa. Forse non è sempre così. Forse è stata sveglia per tre notti di seguito tenendo la mano del marito che sta morendo di un cancro alle ossa. O forse questa signora è l’impiegata meno pagata della motorizzazione, che proprio ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un orribile e snervante problema burocratico con alcuni piccoli atti di gentilezza amministrativa.

Va bene, nessuno di questi casi è molto probabile, ma non è nemmeno completamente impossibile. Dipende da cosa volete considerare. Se siete automaticamente sicuri di sapere cos'è la realtà, e state operando sulla base della vostra configurazione di base, allora voi, come me, probabilmente non avrete voglia di considerare possibilità che non siano fastidiose e deprimenti. Ma se imparate realmente a concentrarvi, allora saprete che ci sono altre opzioni possibili. Avrete il potere di vivere una lenta, calda, affollata esperienza da inferno del consumatore, e renderla non soltanto significativa, ma anche sacra, ispirata dalle stesse forze che formano le stelle: amore, amicizia, la mistica unità di tutte le cose fuse insieme. Non che la roba mistica sia necessariamente vera. La sola cosa che è Vera con la V maiuscola è che sta a voi decidere di vederlo o meno.

Questa, credo, sia la libertà data da una vera educazione, di poter imparare ad essere “ben adattati”. Voi potrete decidere con coscienza che cosa ha significato e che cosa non lo ha. Potrete scegliere in cosa volete credere. Ed ecco un’altra cosa che può sembrare strana, ma che è vera: nella trincea quotidiana in cui si svolge l’esistenza degli adulti non c’è posto per una cosa come l’ateismo. Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare – sia essa Gesù Cristo o Allah, sia che abbiate fede in Geova o nella Santa Madre Wicca, o nelle Quattro Nobili Verità, o in qualche inviolabile insieme di principi etici – è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi. Ad un certo livello tutti sanno queste cose. Sono state codificate in miti, proverbi, luoghi comuni, epigrammi, parabole, sono la struttura di ogni grande racconto. Il trucco sta tutto nel tenere ben presente questa verità nella coscienza quotidiana.
Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti. Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano cattive o peccaminose, è che sono inconsce. Sono la configurazione di base.

Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.

E il cosiddetto “mondo reale” non vi scoraggerà dall'operare con la configurazione di base, poiché il cosiddetto “mondo reale” degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di sé. La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificanti e poco attraenti.

Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito.

Lo so che questa roba probabilmente non vi sembrerà molto divertente o ispirata, come un discorso per questo di genere di cerimonie dovrebbe sembrare. In questo consiste però, per come la vedo io, la Verità con la V maiuscola, scrostata da un sacco di stronzate retoriche. Certamente, siete liberi di pensare quello che volete di tutto questo. Ma per favore non scartatelo come se fosse una sermone ammonitorio alla Dr. Laura. Niente di questa roba è sulla morale o la religione o il dogma o sul grande problema della vita dopo la morte. La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”

È straordinariamente difficile da fare, rimanere coscienti e consapevoli nel mondo adulto, in ogni momento. Questo vuol dire che anche un altro dei grandi luoghi comuni finisce per rivelarsi vero: la vostra educazione è realmente un lavoro che dura tutta la vita. E comincia ora.

Auguro a tutti una grossa dose di fortuna. "
(David Foster Wallace)

...thanks to Roberto NATALINI per la traduzione... ;)